Approfondimenti

Gabbie Vuote scrive a Enrico Rossi: “Lo sterminio di ungulati, una vergogna e un raggiro”

Pubblichiamo la lettera inviata da Mariangela Corrieri, dell’associazione Gabbie Vuote, al presidente e ai consiglieri della Regione Toscana. Contiene informazioni interessanti sulla legge che la Regione sta per varare e che prevede un’autentica carneficina di ungulati, per raggiungere un obiettivo – la riduzione permanente del numero di questi animali selvatici – che il metodo scelto, di per sé aberrante, non consente di ottenere, come sostengono si può dire tutti gli esperti indipendenti.

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Gentile presidente della Regione Toscana Enrico Rossi

 

p.c. consiglieri regionali

p.c. giornalisti

 

Ci scuserà se l’articolato di questa replica sarà necessariamente esteso ma, poichè l’argomento “caccia” è quanto mai complesso, la preghiamo di essere paziente. Come noi abbiamo letto le sue e le altre opinioni, ci auguriamo che lei legga le nostre.

 

Abbiamo esaminato attentamente il comunicato n. 659 del 9 settembre 2015 relativo alla riunione per la presentazione della proposta di legge obiettivo sulla gestione (sterminio) degli ungulati  da parte dell’assessore all’Agricoltura Marco Remaschi PD.  http://www.consiglio.regione.toscana.it/commissioni/comunicati_view.aspx?idc=34&id=21135    e anche http://www.gonews.it/2015/09/09/toscana-ungulati-proposta-una-legge-obiettivo-per-contenerli-duscussione-in-consiglio-regionale/

 

Ci risulta  che lei abbia dato il suo pieno appoggio alla proposta dichiarando però, plurale maiestatis, “siamo per il rispetto di tutti gli animali”. Ma se offre “pieno sostegno alle parole di Remaschi”, non ritiene, a proposito del rispetto, di considerare usata a sproposito la parola “tutti” che dovrebbe invece essere tradotta in “qualcuno“?

 

Praticamente lei ci dimostra, in modo esemplare, quanto siano in disaccordo parole e fatti in coloro che dovrebbero rappresentare la verità e l’interesse collettivo.

 

Sostiene inoltre molte altre dichiarazioni espresse dai vari intervenuti: consiglieri, sottosegretario, presidenti associaziane agricoltori, ecc., favorevoli alla legge obiettivo.

Ovvero:

 

  • Marco Remaschi PD dichiara che il sovrappopolamento di ungulati in Regione è stimato (dai cacciatori, dagli agricoltori?) in 200.000 caprioli, 200.000 cinghiali ecc. Stimato non significa censito (dalle Università e dagli Istituti scientifici).
  • Marco Remaschi PD parla di incidenti stradali ma non accenna minimamente, giusto per senso di pietà, alle vittime umane della caccia (oltre cento ogni anno tra morti e feriti)  www.vittimedellacaccia.org
  • Marco Remaschi PD parla di controllo della fauna  anche in assenza di danno conclamato. Significa che si può uccidere anche in previsione del danno. Per gli animali non vale il principio: punire i fatti e non le “intenzioni” ovvero “bisogni”, quelli imposti dalla legge biologica della “capacità portante”.
  • Roberto Salvini Lega Nord si è detto “meravigliato” che il mondo dei cacciatori sia additato per il sovrappopolamento degli ungulati. Evidentemente l’accondiscendenza per la violenza impedise la conoscenza. Studi e ricerche sulla caccia responsabile dell’incremento demografico degli animali ce ne sono ormai parecchi, in tutta Europa e con un po’ di buona volontà si possono consultare. Studio del ricercatore Alessandro Bisiani “E’ oramai assodato che la caccia non riduce gli ungulati anzi porta al collasso la struttura del branco, alla colonizzazione di nuovi spazi, all’anticipo del primo estro nelle femmine, in conclusione all’aumento delle nascite e a parti pluri gemellari“.Stesso concetto espresso dal prof. J.H. Reicholf delle Università di Monaco di Baviera: “con la caccia le specie animali che sono già rare divengono ancora più rare e quelle che sono comuni diventano ancora più comuni“, da Norbert Happ, www.abschaffung-der-jagd.de – www.norberthapp.de, il più noto esperto di cinghiali ed ungulati  in Germania ed egli  stesso cacciatore che afferma, a proposito dei danni arrecati dai cinghiali  all’agricoltura: “I rapporti sociali disordinati nelle popolazioni di cinghiali con riproduzione incontrollabile sono da imputare  esclusivamente all’esercizio venatorio“. Studio durato 22 anni di ricercatori francesi nel dipartimento  Haute Marne. S.Servanty et al. Journal of Animal Ecology 2009 e quello, recentemente pubblicato sulla rivista Pest Management Science, “Wild boar populations up, numbers of hunters down? A review of trends and implications for Europe” a cura di diversi autori provenienti da quasi tutti gli stati europei.
  • Roberto Salvini Lega Nord parla di ambientalismo becero ma non è usando questi aggettivi che si è beceri? Solo perchè hanno opinioni diverse, i cittadini animalisti/ambientalisti sono beceri?
  • Gianni Anselmi PD dice che vuole coniugare la tutela della biodiversità con il governo del patrimonio faunistico ma che non si possono contrapporre i temi dell’ambiente e quelli della caccia. Come se tutelare l’ambiente significasse: uccisione di milioni di animali, avvelenamento da piombo di acqua e suolo, inquinamento genetico (ibridazioni con maiali, importazioni dall’est Europa), ecc.ecc. Il Consorzio del Chianti Classico, in una relazione del 2009 dichiara: “A causa di una politica troppo accondiscendeente verso la caccia e di una gestione inadeguata delle aree protette, sono state importate negli ultimi 20 anni specie animali che erano totalmetne estranee al territorio. I caprioli non facevano parte dell’originale ecosistema chiantigiano e i cinghiali che oggi popolano queste terre, importati dall’Europa dell’est, sono ben diversi da quelli nativi, sia per la loro stazza che per le loro capacità riproduttive“.
  • Stefano Scaramelli PD intende applicare l’art. 37 delle L.R. 3/94 anche in funzione preventiva (si punisce l’intenzione e non il fatto) e intende promuovere i poteri sostitutivi da parte della Regione. Ma non sa che l’art. 37 prevede “le deroghe come provvedimenti di carattere eccezionale di durata non superiore ad un anno adottati caso per caso sempre che non vi siano altre soluzioni soddisfacenti“? E che lo stesso articolo recita che “il controllo delle specie selvatiche esercitato selettivmente viene praticato di norma mediante l’utilizzo di metodi ecologici”? Sono stati provati i metodi ecologici?
    Marco Niccolai PD  ripete che occorre intervenire con la mattanza in maniera preventiva e non solo in presenza di danni conclamati (si punisce l’intenzione e non il fatto) non riuscendo, soprattutto non volendo, attivare i metodi ecologici imposti dall’art. 19 della legge 157/92 e corrispettivo 37 della L.R. 3/94.
  • caccia8Marco Remaschi PD a chi chiede sistemi incruenti di contenimento risponde che “con la semplice cattura degli animali in sovrannumero non si risolve il problema” dimenticando, oltre alla legge, che esiste la possibilità di misure immediate come il vaccino immunocontraccettivo di ultima generazione che si distribuisce con il cibo ed ha un’efficacia di 3-4 anni.
  • Leonardo Marras PD dice che “la determinazione e l’equilibrio sono le due parole che si devono tener presenti per affrontare il problema”. Domandiamo: dov’è l’equilibrio nell’ammazzare centinaia di migliaia di animali e così facendo provocare, secondo le probabilità statistiche, le numerose morti umane?Interessano gli umani?
  • Stefano Mugnai Forza Italia  vede nell’opportuno coinvolgimento del mondo venatorio, la soluzione. Ma, essendo i cacciatori coloro che con i ripopolamenti, gli allevamenti, i foraggiamenti ad libitum hanno provocato il problema, il loro intervento si configura come  contrasto di interessi. Sempre il Consorzio del Chianti CLassico dichiara: “L’onere della risoluzione del problema è di chi lo ha creato e non dei produttori che ne sono vittime. Il Chianti Classico non chiede tiri al bersaglio selvaggi, ma politiche ragionate per la salvaguardia del proprio ecosistema“. E si lascia che chi ha creato il problema continui a ricrearlo?
  • Silvia Velo  PD Sottosegretario all’Ambiente dice che è un percorso vincolante per il governo Renzi che occorre andare fino in fondo e rapidamente, perchèl’economia è la priorità del Paese.  Se l’economia è tanto importante perchè non si adotta la soluzione coerente? Non certo la caccia che aumenta il numero degli animali e quindi i possibili danni. E le leggi?
  • Stefano La Porta direttore ISPRA dichiara che la legge 157/92 è datata e che grazie alla nuova normativa la regione potrà avere la gestione diretta nell’ambito faunistico venatorio. Significa escludere lo Stato? Significa che la fauna selvatica non sarà più patrimonio indisponibile dello Stato? Che la ridondante dicitura della legge “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” cancellerà la protezione per lasciare il solo prelievo venatorio? D’altra parte sta già succedendo considerate le numerose procedure di infrazione europee che l’Italia ha collezionato.
  • Marco Remaschi PD pensa all’attivazione di una filiera per la commercializzazione della carne e la creazione di un marchio Dop per andare incontro allemense dei poveri. La violenza che si trasforma in gentilezza?  I poveri mangerebbero il cinghiale servito dai cacciatori in armonia con l’EXPO che per risolvere la fame nel mondo offre ai poveri un’alimentazione a base di insetti,  scorpioni,  coccodrilli, serpenti. E’ credibile? Auspicabile?
  • Marco Remaschi PD il sovrappopolamento di ungulati è un’emergenza e alle emergenze si risponde con provvedimenti di emergenza. Dimentica di dire che le cacce in deroga, di selezione, anticipate, posticipate, ecc.ecc. fino a quella regolata dalla L.R. n. 20 del  10 giugno 2002 considerata illegittima dalla Corte Costituzionale,  si sono sempre fondate sull’emergenza. Per giustificare le cacce fuori calendario l’emergenza è stata sempre l’alibi.
  • Silvia Velo PD Sottosegretario all’Ambiente dice che  Il Ministro dell’Ambiente è in prima linea per affrontare l’emergenza, fornirà un sostegno tecnico legislativo. Il modello Toscana farà da apripista e rappresenterà una soluzione da trasferire a livello nazionale. Sighifica che saranno i cacciatori a gestire, uccidendolo, avvelenandolo, inquinandolo il patrimonio faunistico di tutti? Si chiama democrazia!
  • Stefano La Porta direttore ISPRA garantirà il supporto tecnico scientifico, organizzerà le iniziative e le misure necessarie. Ma sa che l’ISPRA nelle sue “Linee guida per la gestione del cinghiale propone “il vaccino contraccettivo GonaConTM di ultima generazione  sperimentato con successo nonché lebarriere olfattive, le recinzioni non abbattibili nè scavalcabili e, soprattutto, il divieto di allevamento, ripopolamento e foraggiamento ad libitum“?  Il 13 settembre 2015 il parco di San Rossore dichiara che “il numero dei cinghiali è ai minimi storici dopo aver cancellato da tempo l’uso della loro alimentazione integrata da una pastura di granturco nelle stagioni di siccità. Dieci anni fa erano stati censiti 1000 cinghiali, attualmente sono 350”.
  • Marco Remaschi PD dice che gli incidenti con gli ungulati sono 200 all’anno (qual’è la fonte?) ma dimentica di dire che quelli di umani morti e feriti sono più di 100 ogni anno e rappresentano la punta dell’iceberg in quanto sono ricavati unicamente da fonte giornalistica. Dirà anche a loro Remaschi: speriamo che ce la facciano come ha augurato agli aggrediti dai cinghiali?
  • Marco Remaschi PD avvalora la pericolosità dei cinghiali annunciando che un 35enne aggredito in provincia di Siena  è ancora in rianimazione. Anche a Ferentino è stato accusato un cinghiale dell’uccisione di un cacciatore scoprendo poi che era una menzogna ad arte perchè ad uccidere era stato un collega. I cinghiali sono mansueti e attaccano soltanto quando hanno i cuccioli o si sentono minacciati (Prof. Nobile cacciatore).
  • CIA  Confederazione Italiana Agricoltori di Siena ben venga una legge regionale “speciale” per la risoluzione del problema. Risolvere il problema significa abbandonare la caccia. D’altra parte, se non fosse orgiasticamente alimentata da armieri, ristoratori, politici, la caccia sarebbe un’attività irrisoria, sempre distruttiva, praticata da una miseranda minoranza, nel contesto dei 60 milioni di italiani e dell’80% che la rifiutano.
  • Gianluca Cavicchioli dell’ UPA Unione Provinciale Agricoltori di Siena dichiara che “E’ ormai finito il tempo dei proclami e quello delle misure preventive”. Perchè finora non hanno cacciato gli ungulati in ogni forma: caccia in deroga, caccia di selezione, caccia programmata…? Continua l’UPA dicendo che l’obiettivo della drastica riduzione dei capi deve passare dalla fattiva collaborazione tra istituzioni, agricoltori, cacciatori, atc e associazioni venatorie. Associazioni ambientaliste/animaliste  no? Bella democrazia!

cinghiaMentre respinge quelle dei consiglieri contrari.

Ovvero:

  • Irene Galletti M5S chiede metodi incruenti. La soluzone non può essere affidata ai cacciatori perchè sono quelli che hanno creato il problema.
  • Paolo Sarti Toscana a Sinistra dichiara che affidare ai cacciatori la soluzione del problema crea un conflitto di interessi. Mettere in piedi una filiera per le carni presuppone che la materia prima ci sia anche in futuro. Aumentare l’esercizio venatorio aumenterà gli incidenti di caccia.
  • Enrico Cantone M5S dice che suona strano denigrare la Toscana per il 40% del territorio protetto quando questo dovrebbe essere considerato un fiore all’occhiello. Chiede metodi non cruenti.
  • Andrea Quartini M5S osserva che la politica non è lungimirante lavora solo in contesto di emergenza.
  • Tommaso Fattori Toscana a Sinistra è d’accordo con i colleghi.

 

 

Volendo riepilogare:

  • Chi ha prodotto il problema si erge a solutore con evidente contrasto di interessi.
  • Sono decenni che si parla di emergenza risolta sempre con la caccia che, evidentemente, sostiene l’emergenza.
  • Studiosi e ricercatori  accusano la caccia come causa dell’incremento demografico, ma restano inascoltati.
  • Le soluzioni incruente che esistono si tralasciano e neppure si nominano.
  • Le leggi in vigore non si rispettano anzi, si giudicano obsolete.
  • Si propongono leggi nuove che accontentino interessi particolari perpetuando i problemi.
  • Si stravolge il concetto scientifico di fauna selvatica inventando una filiera di carne per il mercato alimentare.
  • Il divieto dei ripopolamenti, allevamenti, foraggiamenti resta tabù.
  • Le vittime della caccia sono ritenute effetti collaterali.

e, intanto, milioni di animali vengono crudelmente uccisi. Ma l’etica si sa, non è un valore. Ma valore non è neppure il rispetto delle leggi, la verità scientifica, le vittime umane, il rispetto della proprietà privata (art. 842 C.C.), la salvaguardia delle colture agricole.

 

Il progetto che si vuole approvare è gravissimo perchè consente  la mattanza degli ungulati anno dopo anno, senza sosta, in quanto per mantenere la filiera alimentare si deve rifornire il cacciatore, perpetuando il problema che si dichiara di voler risolvere. Un’aberrazione.

Il progetto intende anche modificare la Legge 157/92 a livello nazionale aprendo la strada a ogni abuso possibile sulla fauna selvatica. Dalla carne di cinghiale si potrà passare alla carne di capriolo, alla carne di qualsiasi altro animale come serbatoio alimentare di nicchia, non certo per le mense dei poveri.

Una vergogna senza pari, uno sfacciato raggiro.

 

Ci ribelliamo a tanta arroganza, al considerare proprietà privata di 80.000 cacciatori toscani, 800.000 cacciatori italiani, la fauna selvatica patrimonio di 60.000.000 di cittadini.

Ci rifiutiamo di lasciare che la proposta di legge venga approvata e lotteremo con tutte le nostre capacità e risorse affinché non avvenga.

 

Distinti saluti.

 

Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote Onlus Firenze
Tel.3667275515 – 3394934414
Donaci il 5×1000 – Cod. Fisc. 94235440487 
info@gabbievuote.it – www.gabbievuote.it
Membro del CAART – Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana
“La legge morale dentro di me, il cielo stellato sopra di me” I. Kant

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