Approfondimenti

“Daniza, cronaca di una morte annunciata” / resoconto di Sabrina Parretti

Settignano – 15 ottobre 2014 – incontro “Daniza: cronaca di una morte annunciata”.

Conduttrice: Elena Baistrocchi. Relatori: Vilma Baricalla (Centro di Filosofia e Bioetica Ambientale) Andrea Martini (Università di Firenze), Lorenzo Guadagnucci (trasmissione Restiamo Animali).

L’incontro ha inizio dopo un’ottima cena vegana, momento conviviale di incontro e nuove conoscenze, fra persone di similari sensibilità. Al termine, si sale al piano superiore dove, verso le ore 21,45, inizia l’incontro.

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Introduce l’argomento Elena Baistrocchi dell’Associazione Anthrozoos, biologa specializzata in primatologia, su esemplari in cattività. Riferisce che Daniza era arrivata sulle Alpi per il Progetto europeo “Life Ursus”, progetto di ripopolazione che viene fatto anche per altri tipi di animale, ad es. per il bisonte. Questi progetti esprimono la nostra necessità di ricreare un ambiente con la presenza anche di animali selvatici, in seguito però nascono problemi di integrazione fra la popolazione di animali selvatici e umani. Dopo la vicenda dell’uccisione di Daniza c’è stata anche la vicenda dell’orso morto in Abruzzo e varie Procure hanno aperto fascicoli contro l’uccisione di animali selvatici protetti e per maltrattamento animale nei confronti dei cuccioli dell’orsa ma anche in ciò si rileva che si sono mossi ma contro qualcosa che sembra specifico (selvatici protetti, cuccioli) più che verso un individuo in sè. Noi “animalisti” invece avvertiamo in questa vicenda un profondo senso di ingiustizia, rabbia e dolore. Stasera, quasi in una sorta di “provocazione”, esamineremo altri punti di vista della vicenda per verificare se alla fine della serata le nostre sensazioni ne usciranno rafforzate.

Interviene Andrea Martini veterinario, della facoltà di Agraria dell’Università di Firenze. A tutt’oggi non conosciamo che tipo di anestetico è stato usato per Daniza. A seguito dei progetti europei, i territori si sono ripopolati di orsi ed altri animali ma il rapporto fra i grandi carnivori e la popolazione è sempre più difficile. Anche i lupi si sono ripopolati ma senza specifico progetto; i lupi sono animali elusivi e molto spesso oggetto di bracconaggio e, per certi versi, rischiano meno, perchè temono l’uomo. Gli orsi invece tendono ad avvicinarsi di più; anche in Abruzzo, dove vive l’orso marsicano, quando alcuni esemplari si avvicinano ai centri abitati, vengono catturati e rilegati nel Centro visite a Pescasseroli.

La telenarcosi è sempre stata praticata, fin dai tempi antichi quando venivano sparate frecce con il curaro, veleno che causa l’immobilizzazione dei muscoli, anche di quelli respiratori, che provocano infine la morte dell’animale per asfissia. Qundo si fa una telenarcosi, bisogna fare attenzione e fare una respirazione assistita sennò si provoca la morte dell’animale. Oggi si usa un cocktail di farmaci: dove è presente anche la chetamina. Questa è anche una droga che provoca stati allucinatori , è un prodotto da usare sotto stretto controllo veterinario. Un altro prodotto simile è la xilazina, prodotto che può essere pericoloso se usato su animali particolarmente stressati, come lo può essere un animale in fuga. Questi cocktails di farmaci agiscono sulle terminazioni nervose dell’animale. Si chiamano “Miscela di Hellabrunner e Miscela di Vienna“. Esistono anche degli antidoti, da somministrare per risvegliare (antisedan). La somministrazione dell’anestetico avviene a distanza, con fucili ad aria compressa, frecce, ecc.; con questi mezzi non è facile prendere il bersaglio e poi si dovrebbe colpire una grossa fascia muscolare. Sono prodotti sicuri ma molto dipende dalle dosi. In genere non servono alte dosi del prodotto (come per esempio per un’operazione chirurgica) ma la dose idonea ad addormerare l’animale nel tempo necessario per lo spostamento.

La conduttrice Elena chiede ad Andrea se può indicare la frequenza dei casi in cui queste operazioni portano alla morte dell’animale.

20141015_214942 (1)Il Dr. Andrea risponde che questo è un evento molto variabile. Nel caso Daniza in particolare, l’orsa era già stata sedata quando era stata condotta in Italia dalla Slovenia. Sedazioni frequenti possono dare problemi all’animale.

La conduttrice Elena fa notare che le numerose reazioni del mondo animalista alla vicenda della morte di Daniza e la richiesta delle dimissioni del Ministro Galletti sono state dallo stesso tacciate di “emozionalità”, come se la reazione fosse esagerata e sproporzionata all’evento.

Interviene Lorenzo Guadagnucci, giornalista, redattore della trasmissione “Restiamo Animali”. Riporta il termine “benaltrismo” che è l’atteggiamento molto diffuso di chi sminuisce un’azione, ritenendo che ci siano sempre altre cause più meritevoli di intervento. La risposta del Ministro rispecchia questo modo di pensare (tanto rumore per un orso, era solo un orso). Ci sono stati altri orsi uccisi in passato, tanto per citarne uno, l’orso M23 (al quale non era stato neanche assegnato un nome ma solo una sigla) che aveva sconfinato in Svizzera e lì ucciso. La Provincia di Trento aderisce al progetto “Life Ursus” ma ha molti poteri in quanto è una regione a Statuto speciale. Ciò le ha permesso di rifiutare l’intervento del Corpo Forestale dello Stato, che aveva dichiarato di essere contrario allo spostamento dell’orsa. Negli anni ’80/’90 l’ambientalismo ed i Verdi erano più forti di adesso. Oggi si è abbandonato il progetto “Life Ursus” nel senso che oggi si dà priorità alla politica della sicurezza rispetto a quella del rispetto per l’ambiente. In questa vicenda abbiamo assistito ad una palese ingiustizia da parte di un’Autorità pubblica. E’ un nostro problema l’incapacità di rapportarci al mondo animale. C’è un parallelismo anche con il cane Excalibur, soppresso dall’Autorità spagnola senza alcuna concreta motivazione ma solo per un “eccesso di scrupolo”.

La conduttrice Elena riferisce di una “blogger” molto apprezzata in questi giorni per aver commentato negativamente la vicenda delle sevizie al quattordicenne di Napoli, ma poi la stessa blogger ha commentato la vicenda della soppressione del cane Excalibur nel senso che “era solo un cane” e che la protesta per questa uccisione era dettata da “eccessiva emotività”. La conduttrice chiede a Lorenzo se la Provincia autonoma di Trento non è soggetta al controllo di qualche altra autorità.

Lorenzo risponde che nell’azione della Provincia non c’è niente di illegale (nel senso di vietato dalla legge); il progetto “Life Ursus” rimane ma anzichè essere gestito in modo propositivo viene gestito in modo burocratico. Personalmente prevede che tale progetto non abbia lunga vita.

danizapresaInterviene Vilma Baricalla dicendo che in questa vicenda ha vinto l’antropocentrismo, anche da un punto di vista epistemologico. L’animale selvatico esce da un ordine dell’Universo arbitrariamente concepito dall’uomo. Il Libro di Giobbe (da 38 al 42) è il libro meno antropocentrico di tutta la Bibbia e critica la presunzione dell’uomo. Cita alcuni riferimenti filosofici del 1600, di Leopardi, ecc. L’animale selvatico è l’indicatore culturale di una società. Riferisce di un libro di un filosofo fiorentino, di cui non rivela il nome, che ridicolizzava e disprezzava le donne di un movimento antivivisezionista inglese tacciandole di “donnicciole emotive”, con completa assenza di un’etica della cura e della compassione. Cita poi il libro di Carlo Moiraghi “Dalla luna alla luna” che contiene il concetto di “custodia” dell’universo. Il modello futuro si rifà alla visione dei nativi originari dell’America del Nord ed è quello di “famiglia cosmica” dove l’umano è una sorta di “genitore o fratello” degli altri animali.

L’incontro termina alle ore 23,45 con grande soddisfazione dei presenti.

15 ottobre 2014, Sabrina Parretti

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