Approfondimenti

L’editoria creativa dei Troglodita Tribe / Resoconto di Sabrina Parretti

Settignano – 20 Aprile 2016 – incontro con Lella e Fabio fondatori dell’altraeditoria “Troglodita Tribe (S.p.a.f.) Società per Azioni felici”. Conduce Lorenzo Guadagnucci della redazione di Restiamo Animali.

Resoconto di Sabrina Parretti

Troglodita TribeAlle ore 20,30, a piano terra della Casa del Popolo di Settignano, consueta cena vegan in buona ed affiatata compagnia, fra incontri e re-incontri di persone che “camminano” nella stessa direzione. Su un lato della sala, c’è allestito un tavolo dove sono esposte cartoline, libri e libretti (anzi, libelli) scritti e autopubblicati da Lella e Fabio, ovvero “Troglodita Tribe S.p.a.f.”.

Al termine della cena Lorenzo li intervista, chiedendo per prima cosa come e perché sono arrivati a fondare questa attività. Lella risponde che loro inizialmente “nascono” come scrittori, in particolare Fabio, e pubblicavano i loro libretti per una collana “Percorsi colorati”, presso una casa
editrice. Ne fecero uno intitolato “L’insostenibile tenerezza della spazzatura” che la casa editrice non pubblicò e allora decisero di pubblicarlo in proprio, utilizzando i cartoni colorati dei supermercati. Hanno fatto una prima tiratura di circa 20 esemplari, tutti pezzi unici. L’iniziativa piacque e da allora sono andati avanti su questa strada.

Lorenzo domanda se è da allora che hanno anche cambiato vita. Fabio risponde che sono andati via da Milano, per andare a vivere in campagna dove coltivano un orto e dove, essendo animalisti-antispecisti, hanno l’ispirazione per produrre libretti sul tema “animali”. Lella aggiunge che sono diventati quasi subito vegan perchè lì in campagna hanno visto in modo più diretto, rispetto alla città, quello che succede agli animali. Loro non trattano la questione animale a livello filosofico o giornalistico ma raccontando le cose di cui hanno esperienza.

Attualmente esiste nella società un “immaginario costruito” in cui la violenza esercitata sugli animali “è normale”, loro cercano di dare una visione nuova, “spiazzando” la gente da questo immaginario. E’ necessario scardinare questo insieme di pensiero che dà per scontato lo sfruttamento animale e che vuol far pensare che sia normale anche la rassegnazione. Loro usano toni poetici per spiazzare questa realtà. Fabio fa notare che finora l’argomento era stato trattato o sui volantini di protesta o nei testi filosofici; mancava una trattazione su libretti di facile accesso. Un altro loro libretto è “L’antispecismo spiegato a mia mamma”, lo richiedono in tanti, ora è un po’ superato ma piace ancora molto.

Lorenzo dice che, senza dubbio, loro sono degli “sperimentatori” e chiede, alla luce della loro esperienza, quali sono le cose da loro prodotte che sono riuscite meglio e che hanno sorpreso di più.

Musi di pietra

Musi di pietra

Lella risponde che di solito il riscontro ai loro prodotti c’è sempre ed è sempre positivo. Per loro è importante esserci, fra la gente, tastare subito la risposta delle persone e così il rapporto è più diretto che tramite una casa editrice. Sono riusciti a portare il discorso animale anche in ambiti importanti,
come la Fiera del Libro di Bologna.

Lorenzo vuole parlare ora del libretto “Musi di pietra” che è una scelta di monumenti che ritraggono animali, nei luoghi più diversi del mondo. Fabio risponde che quel libro nacque quando videro un frammento di un monumento, la testa di un cavallo morente, che esprimeva dolore e sofferenza.
Quando videro l’intero monumento, si resero conto che era il monumento funebre eretto in onore di un condottiero e il cavallo era solo una parte del tutto. Si chiesero alllora se esistessero monumenti che raffigurassero soltanto animali; cominciarono allora a cercarli, con lo scopo di vedere
rappresentata la storia degli animali.

Lorenzo introduce il discorso sul monumento alla cagnetta Laika (Mosca-vicino alla base di Ricerca Spaziale), dicendo che il monumento è stato voluto dagli stessi scienziati che l’hanno usata per l’esperimento del lancio nello spazio. Si sapeva fin dall’inizio che la cagnetta sarebbe morta in quell’esperimento perchè all’epoca non c’era la possibilità di far ritornare il razzo in atmosfera, ed anche prima di essere lanciata, la cagnetta subì tutta una serie di maltrattamenti legati all’addestramento. Era un cane preso dalla strada, perchè ritenuto più forte rispetto ai cani di allevamento. Sappiamo, dal rilevatore del battito cardiaco, che la cagnetta morì nel giro di un paio d’ore ma all’epoca la sua morte fu sfruttata dall’Unione sovietica anche mediaticamente, creando intorno alla sua morte un alone di eroicità, da contrapporre agli Stati Uniti. Questi, in seguito, non furono da meno, lanciando nello spazio alcune scimmie. Lella afferma che Laika è stata “trasformata” in un’eroina per “far accettare” la sua morte atroce.

Lorenzo concorda che questa è stata una grande ipocrisia. Chiede poi qual’è la cosa , fra quelle fatte, che è a loro più cara. Fabio risponde che è il libretto “Cani di Sicilia”, redatto dopo un loro viaggio in Sicilia. Lì hanno conosciuto cani selvatici riuniti in branchi, che vivevano in stato di semi-libertà ed hanno ribaltato la loro visione sul cane.

Monumento a Laika

Monumento a Laika

Interviene Camilla chiedendo loro di parlarci di “100 case”. Lella racconta che l’iniziativa è nata nell’occasione in cui una loro amica doveva andare per un periodo in Inghilterra e aveva tanti animali che non sapeva a chi lasciare. Lella e Fabio all’inizio non sapevano come fare ad aiutarla, poi hanno accettato di traslocare a casa dell’amica per un mese e da lì è nata questa loro ulteriore “attività”. Fabio racconta come hanno cominciato a spostarsi nelle case delle persone che si assentavano, così da poter stare con i loro animali. Lorenzo chiede se loro hanno dei propri animali. Lella risponde che attualmente non ne hanno ma che con questa modalità di vita, vivono sempre con animali. Questa esperienza ha fatto cambiare in loro anche il concetto di “casa” ed apprezzare molto la fiducia della gente che affida loro la propria la casa e i propri animali. Cambia così anche il concetto di “viaggio”, non c’è una partenza ed un “tornare a casa”, è un continuo viaggio; si autodefiniscono “seminomadi”.

Camilla dice che nel loro sito sono visibili le case dove hanno soggiornato e fra queste c’è anche la loro (di Camilla e Lorenzo).

Lella continua dicendo che sono rimasti amici con tanti proprietari di case dove hanno soggiornato e che questi continuano a richiamarli in occasione del loro assentarsi. Lorenzo chiede quali sono gli “strumenti” del mestiere, cosa comprano per realizzare i libretti. Lella dice che non comprano quasi niente, utilizzano quasi tutto materiale di scarto, tranne che la colla e la cartuccia della stampante.

L’incontro ha quindi termine alle ore 22,20. Tutti ci precipitiamo ad acquistare qualcuno di questi ecologici, artigianali, originali, creativi, libelli!

Discussion

One Response to “L’editoria creativa dei Troglodita Tribe / Resoconto di Sabrina Parretti”

  1. Sono due persone che restano impresse. Creative, innovative, mai banali. Si impara molto leggendo i loro piccoli capolavori e le loro riflessioni sul loro sito.

    Posted by Paola Re | 25 aprile 2016, 14:46

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