Approfondimenti

Addio Daniza, vittima di amministratori vili e conformisti

Non si può dire che la morte – l’uccisione – dell’orsa Daniza giunga inattesa. Dal 15 agosto scorso, quando un imprudente e confuso cercatore di funghi denunciò di essere stato ferito da Daniza, la Provincia autonoma di Trentino si è posta un unico obiettivo: catturare l’orsa, ad ogni costo.

L’assessore provinciale competente non ha accettato di avviare alcuna discussione su quanto avvenuto e sugli eventuali provvedimenti da prendere; non ha ascoltato chi faceva notare come il comportamento di Daniza fosse stato logico e moderato, una reazione – contenuta nell’uso della forza- a una molestia subita in presenza dei suoi due cuccioli: il cercatore di funghi anziché allontanarsi, come farebbe qualunque persona di buon senso, si era fermato a spiare i tre orsi, suscitando la reazione protettiva di Daniza, reazione che non è tuttavia arrivata alle estreme conseguenze, come sarebbe stato possibile.

danizaE’ partita la caccia all’orsa con tetragona determinazione. Si è capito ben presto, dalle giustificazioni in nome del totem “sicurezza”, che la vita di Daniza era a rischio. Qualcuno ha anche parlato di abbattimento. Del resto sappiamo che in nome della “sicurezza” sono stati compiuti in questi anni numerosi scempi, secondo una logica da “stato di eccezione” ormai quasi permanente: le istituzioni sospendono cioè le consuete regole di convivenza per compiere interventi straordinari, di norma violenti, invocando la necessità di proteggere i cittadini da minacce vere o presunte (spesso gonfiate ad arte).

Nei giorni scorsi è stato spiegato che la cattura di Daniza – mai davvero motivata, se non appunto con un generico richiamo alla sua pericolosità – sarebbe avvenuta senza l’uso di anestetico ma con una sorta di tubo-trappola. Era un modo per rassicurare rispetto ai rischi connessi con l’uso dei narcotici. Ma della sorte di Daniza, del suo futuro, agli amministratori del Trentino importava ben poco, protesi com’erano a dimostrare alla cittadinanza la loro risolutezza nel garantire la “sicurezza” dei cittadini. Infatti Daniza è stata uccisa dal narcotico: l’orsa e chi ne ha seguito la sorte in queste settimane sono stati presi in giro. Del resto, al di là delle parole di dispiacere che forse spenderanno, alla Provincia di Trento – possiamo scommetterci – si sentiranno sollevati, finalmente Daniza è stata tolta di mezzo.

Sappiamo che negli ultimi mesi, forse anni il Progetto Life Ursus – la reintroduzione dell’orso nell’arco alpino – è stato di fatto sconfessato dagli amministratori locali, che anziché sostenerlo e quindi tenere sotto controllo, con le dovute spiegazioni e rassicurazioni razionali, i malumori espressi da una parte della cittadinanza – chi per i danni subiti chi per un’atavica quanto immotivata paura dell’animale selvatico – hanno preferito cavalcare l’avversione montante nelle valli, abbandonando un’idea di vita in montagna, di relazioni con la natura e gli animali che poteva – quella sì – caratterizzare in modo originale e denso di futuro la vita pubblica in Trentino.

Gli amministratori locali, nella gestione della vicenda di Daniza, si sono rivelati vili e incapaci di guardare avanti, di impostare con l’ambiente e gli animali selvatici una relazione nuova, in modo da uscire dalle strettoie del consumismo, dell’uso e dell’abuso del territorio: quelle strettoie che stanno uccidendo la natura e l’ambiente di montagna. Hanno scelto d’essere superficiali e conformisti, di assecondare umori regressivi. Alla fine Daniza è morta e loro – gli amministratori della Provincia di Trento – si sono coperti di ignominia.

Daniza, la sua triste fine, sono lì a testimoniare tutta la loro insipienza.

Lorenzo Guadagnucci

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3 Responses to “Addio Daniza, vittima di amministratori vili e conformisti”

  1. sono stata in Trentino qualche anno fa, anche al Parco dell’Adamello, stavo sempre pronta a scappare, casomai mi fossi ritrovata in una situazione del genere. Al contrario di quello che mi hanno insegnato da piccola, nel bosco si fa silenzio, so che bisogna far rumore in casi del genere, ma quando ci sono di mezzo i cuccioli di qualsiasi ‘specie’, meglio dileguarsi, io neanche alle mucche mi avvicinavo. E’ il loro territorio, è da rispettare, loro cercano di sopravviverci tutto l’anno, gli Animali. Loro portano il turismo, loro finiscono nei piatti. a volte come fu per un Cervo spaventato, finiscono in città… Arrivederci mamma Daniza, dolce Angelo, perdonaci, sto piangendo mentre scrivo, questo mi rende debole? no, solo sensibile.

    Posted by ILAVEG | 11 settembre 2014, 15:50
  2. Come al solito la nostra classe politica ha dimostrato quanto sia lontana da avere un briciolo di sensibilità.
    Com’è triste non sentire di essere mai rappresentati dalla propria classe politica. Che abuso il loro.
    Mi dispiace per Danzica. Mamma di due cuccioli.
    Gli uomini non fanno che fare danni. Sono il tormento degli animali – e spesso degli altri uomini.
    Reintroducono animali, li sterminano. Pensano di essere onnipotenti. Sono solo piccoli e insensibili.
    Il nulla rispetto alla bellezza di questi animali.
    Che tristezza.

    Posted by Chiara Innocenti | 11 settembre 2014, 17:27
  3. A proposito di caccia e cacciatori, qualcuno conosce un metodo per sabotarli e allontanarli? Fischietti scacciacani o qualche ultrasuono che funzioni a lunghe distanze per scacciare gli uccelli? Tra poco inizia la caccia e sono circondata da cacciatori, anche se in teoria qui non si può cacciare. Vorrei fare qualcosa!
    Mel

    Posted by Melania | 16 settembre 2014, 17:29

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