{"id":941,"date":"2012-04-29T11:20:40","date_gmt":"2012-04-29T10:20:40","guid":{"rendered":"http:\/\/restiamoanimali.wordpress.com\/?p=941"},"modified":"2012-04-29T11:20:40","modified_gmt":"2012-04-29T10:20:40","slug":"290412-editoriale-canili-lager","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2012\/290412-editoriale-canili-lager\/","title":{"rendered":"29\/04\/12 &#8211; Abbandonato, randagio, vagante, libero&#8230; l&#8217;ossessiva tendenza umana alla classificazione"},"content":{"rendered":"<p>Per randagismo si intende, in genere, la condizione degli animali domestici che sono stati abbandonati o smarriti dal proprio padrone, e che si trovano quindi a vagare per proprio conto. Pi\u00f9 in generale si pu\u00f2 intendere per randagio qualsiasi esemplare di una specie di animali, inclusi i volatili, normalmente considerata &#8220;da compagnia&#8221; (in particolare cani o gatti) che viva per proprio conto, tipicamente ai margini della societ\u00e0 umana, a prescindere che esso sia stato abbandonato o sia nato gi\u00e0 in condizioni di randagismo, per esempio da genitori a loro volta abbandonati. Poich\u00e9 il fenomeno del randagismo comporta anche problemi di sicurezza e di igiene pubblica, nei vari paesi esso \u00e8 regolato da leggi specifiche e controllato da istituzioni preposte; tali normative e istituzioni possono definire il concetto di randagismo in modi pi\u00f9 specifici. Per esempio, la legge italiana 281\/91 sugli animali da affezione applica solo ai cani la definizione di &#8220;randagio&#8221; (classificando invece i gatti senza padrone come &#8220;animali in libert\u00e0&#8221;) e introduce una distinzione specifica fra &#8220;cane vagante&#8221; e &#8220;cane randagio&#8221;, riferendosi con quest&#8217;ultima espressione al caso di cani abbandonati che si siano abituati alla vita in condizioni semi-selvatiche, per esempio riunendosi in branchi.<\/p>\n<p style=\"text-align:center;\">randagio = animale di affezione abbandonato<\/p>\n<p style=\"text-align:left;\">In tal modo si impiega un termine unificante che, al di l\u00e0 delle differenze di specie, definisce la condanna di milioni di animali a un comune destino.<\/p>\n<p>Eppure, anche se il senso comune si basa sulla definizione data, bisogna ammettere che quando si parla di randagi non si riesce a immaginare qualcosa di diverso dal cane o dal gatto. La ragione sta nel fatto che questi animali hanno uno status particolare nella storia della domesticazione.<br \/>\nCani e gatti entrano in simbiosi con l&#8217;uomo migliaia di anni fa, ma le civilt\u00e0 pastorale e contadina mantengono nei loro confronti un rapporto di pura strumentalit\u00e0. In questa fase possono gi\u00e0 essere considerati &#8216;compagni&#8217; dell&#8217;uomo, ma non animali di affezione. In effetti, all&#8217;interno della relazione uomo\/animale gli scambi sono chiari e marcati da una certa durezza. I cani devono svolgere le funzioni del pastore, della guardia o dell&#8217;assistenza nella caccia e i gatti pigliare i topi considerati da sempre un flagello. Possono cos\u00ec contare su un minimo di protezione e sostegno. Tali condizioni rendono l&#8217;abbandono in senso moderno piuttosto raro e, al massimo, si pu\u00f2 parlare di disattenzione da parte del detentore o di maltrattamento.<br \/>\nAll&#8217;interno della logica dello scambio di servizi contro cibo, l&#8217;elemento forte della relazione, cio\u00e8 l&#8217;uomo, e&#8217; interessato al controllo della popolazione dell&#8217;elemento debole. Vengono tenuti i piccoli nel numero utile a svolgere il compito; in tal modo si limita la necessit\u00e0 di disfarsi di elementi adulti che possono diventare indesiderati. Inoltre, la vita degli animali si svolge in condizioni difficili e questo lascia loro un fondo di &#8216;cultura selvaggia&#8217; da impiegare in caso di perdita del sostegno umano.<br \/>\nCon le complesse trasformazioni sociali connesse al passaggio della societ\u00e0 da agricolo-pastorale a industriale, avvengono profondi cambiamenti nella relazione uomo-animale domestico. Questo si trasforma da animale di servizi ad animale &#8216;da compagnia&#8217;. La trasformazione \u00e8 complessa. Si pu\u00f2 solamente accennare al senso di perdita di condizioni naturali che induce poco a poco le popolazioni cittadine a recuperare l&#8217;animale su una base diversa da quella precedente: se viene conservata una certa funzione di servizio, tendenzialmente emerge sempre di pi\u00f9 quella definita &#8216;di compagnia&#8217;. La relazione si addolcisce, non c&#8217;\u00e8 dubbio. Ma come sostiene il detto secondo cui &#8220;le vie dell&#8217;inferno sono lastricate delle migliori intenzioni&#8221;, accadono alcune condizioni riflesse negative per gli animali che subiscono la &#8216;compagnia&#8217; umana.<br \/>\nL&#8217;animale finisce per perdere ogni capacit\u00e0 di adattamento alla vita naturale a causa di una vita totalmente dipendente dall&#8217;uomo. Dal punto di vista ecologico si trasforma in parassita diventando estremamente vulnerabile in caso di abbandono.<br \/>\nLa crescita della domanda comporta una autentica esplosione demografica alimentata, da una parte, dallo sviluppo degli allevamenti e, dall&#8217;altra, dalla procreazione assistita in ambienti caldi e affettuosi. La perdita dell&#8217;abitudine tipica della cultura contadina di eliminare gli elementi indesiderati e la ricerca spasmodica di sistemazione delle numerose cucciolate aumentano notevolmente il rischio d&#8217;abbandono.<br \/>\nInfine, alimentata da un mercato impetuoso, si registra l&#8217;espansione delle specie elette ad avere e restituire compagnia. Conigli, criceti, serpenti, tartarughe, pesci, porcellini e uccelli di ogni tipo invadono i negozi e di l\u00ec si trasferiscono presso le famiglie. Nessun test preliminare di adattabilit\u00e0 \u00e8 richiesto. L&#8217;animale \u00e8 costretto a &#8216;tenere compagnia&#8217; forzatamente. Che sia rinchiuso in una teca di vetro o costretto a correre ossessivamente su una ruota.<br \/>\nPossiamo porci una domanda importante: la situazione degli animali &#8216;da compagnia&#8217; \u00e8 migliorata o peggiorata? La risposta non \u00e8 facile perch\u00e9 ha assunto i tratti dell&#8217;ambiguit\u00e0. Gli animali da compagnia sono improvvisamente diventati &#8216;animali da affezione&#8217; e ci\u00f2 sembrerebbe conferire ai nostri amici uno stato pi\u00f9 elevato. Ma siamo costretti a chiederci come possano sentirsi a loro agio animali non propriamente domestici come gli iguana o gli scoiattoli, nelle loro miserevoli gabbie. Nello stesso tempo non si pu\u00f2 negare che questi immensi cicli di nascita &#8211; allevamento &#8211; distribuzione, anche quando riguardano animali sicuramente adattati alla presenza umana, diventano estremamente rischiosi per una vita il cui benessere \u00e8 esclusivamente legato all&#8217;attenzione e alla responsabilit\u00e0 del detentore. Per quanti sforzi si profondano, \u00e8 impossibile impedire che moltissimi animali escano da cicli controllati e vengano dispersi nel territorio.<br \/>\nIl randagismo diventa inevitabile, in crescita e, paradossalmente, una delle essenze della modernit\u00e0. A dispetto delle melense rappresentazioni che la societ\u00e0 ha di se stessa, si arriva a concludere che essa e&#8217; ancora pi\u00f9 crudele verso gli animali oggi chiamati &#8216;di affezione&#8217; di quanto non siano state le societ\u00e0 del passato. Ora si comprende che l&#8217;esigenza di impiegare &#8216;randagio&#8217; come termine unico per chiamare animali diversi non sorge soltanto per definire un unico destino, ma anche per definire la perdita del ruolo (quello di animale da compagnia) che l&#8217;uomo rende omogeneo senza alcun rispetto per le particolarit\u00e0 di specie. In altri termini, &#8216;randagio&#8217; \u00e8 l&#8217;animale da compagnia generico (senza altre specificazioni) liberato contro il suo interesse. E&#8217; l&#8217;animale che, cooptato nella societ\u00e0, perde prima l&#8217;animalit\u00e0 e poi la sussistenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per randagismo si intende, in genere, la condizione degli animali domestici che sono stati abbandonati o smarriti dal proprio padrone, e che si trovano quindi a vagare per proprio conto. Pi\u00f9 in generale si pu\u00f2 intendere per randagio qualsiasi esemplare di una specie di animali, inclusi i volatili, normalmente considerata &#8220;da compagnia&#8221; (in particolare cani &hellip; <a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2012\/290412-editoriale-canili-lager\/\">Continua a leggere <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":967,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/941"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=941"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/941\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/967"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}