{"id":823,"date":"2012-04-15T11:20:29","date_gmt":"2012-04-15T10:20:29","guid":{"rendered":"http:\/\/restiamoanimali.wordpress.com\/?p=823"},"modified":"2012-04-15T11:20:29","modified_gmt":"2012-04-15T10:20:29","slug":"150412-animal-house-vivisezione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2012\/150412-animal-house-vivisezione\/","title":{"rendered":"15\/04\/12 &#8211; Animal House: Vivisezione"},"content":{"rendered":"<p>Qualche puntata fa abbiamo parlato dell\u2019attivismo che si \u00e8 creato attorno all\u2019allevamento di cani beagle destinati alla vivisezione dell\u2019azienda Greenhill in provincia di Brescia. Nelle cronache abbiamo poi sentito parlare delle 900 scimmie che la multinazionale Harlan, con sede a Corezzana in provincia di Monza, sta importando dalla Cina con tanto di autorizzazione Ministeriale. 104 di questi macachi sono sbarcati in Italia ai primi di Febbraio. Abbiamo anche accennato alla Direttiva Europea sulla vivisezione che \u00e8 in discussione in IX Commissione al Senato<\/p>\n<p>Vista la pressione dell\u2019attualit\u00e0 abbiamo deciso di dedicare questa settima puntata di Restiamo Animali al tema della VIVISEZIONE, per capirne l\u2019entit\u00e0 e le implicazioni, dando spazio al punto di vista animalista e antispecista.<\/p>\n<p>Nell\u2019<a href=\"http:\/\/www.britannica.com\/EBchecked\/topic\/631461\/vivisection\">Encyclop\u00e6dia Britannica<\/a> alla voce vivisezione si legge: &#8220;<em>operazione su un animale vivo per scopi sperimentali piuttosto che terapeutici; pi\u00f9 generalmente, qualsiasi esperimento su animali vivi<\/em>&#8220;. In ambiente scientifico prevale invece l\u2019uso del termine sperimentazione animale (insieme a ricerca animale e ricerca in vivo), preferito anche dai sostenitori di questa pratica in quanto privo di connotazioni emotive.<\/p>\n<p>La legge italiana obbliga a testare ogni nuova molecola sugli animali prima di ottenere una autorizzazione alla messa in commercio. Qualsiasi sostanza destinata ad entrare in contatto con gli umani viene prima testata sugli\u00a0 animali nei laboratori: detersivi, farmaci, cosmetici, cibi, alcolici, fumo, diserbanti, acidi, armi chimiche e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Si tratta di sottoporre gli animali a ingerire queste sostanze, venire contaminati da radiazioni, spalmare sostanze anche terribilmente corrosive nei loro occhi, inoculare loro virus, batteri, farli ammalare di cancro per poi tentarne la cura, procurare loro angoscia, stress o fratture, aprirli col bisturi ed asportare organi senza anestesia, modificarli geneticamente, cucire loro lo sfintere e gli altri orifizi, riutilizzarli pi\u00f9 volte dopo averli gi\u00e0 tormentati, e molto altro che non abbiamo il coraggio di dire\u2026. \u00c8 tutto legale? S\u00ec purtroppo.<\/p>\n<p>Nella nostra rubrica Animal House abbiamo intervistato Stefano Cagno, attivo nella <a href=\"http:\/\/www.limav.org\/\">L.I.M.A.V<\/a> (Lega Internazionale Medici per l&#8217;Abolizione della Vivisezione) e nel <a href=\"http:\/\/www.equivita.it\/index.php\/it\/\">comitato Equivita<\/a>, che ci ha raccontato perch\u00e9 la Direttiva Europea in corso di recepimento in questi giorni non \u00e8 un passo avanti.<\/p>\n<p>Nell\u2019Europa dei 27, nel corso del 2008 sono stati vivisezionati 12 milioni di animali (il numero preciso \u00e8: 12.001.022). Nel mondo i numeri sono impressionanti: si parla di 115 milioni di animali. Praticamente tutto ci\u00f2 che vive, si riproduce e ha cuccioli pu\u00f2 finire\u00a0 su un tavolo di laboratorio: non solo topi, ratti e conigli (circa l\u201980% del totale) ma cavalli, asini, furetti, cincill\u00e0, gerbilli, castori, marmotte, scoiattoli di terra, tassi, lama, volpi e foche, cinghiali, pipistrelli, talpe, bisonti, cervi rossi. Tra gli uccelli, anche le quaglie, i pappagalli e i canarini. E poi gli \u201canimali da fattoria\u201d: mucche, maiali, galline, pecore, capre. In Italia il numero di animali che soffrono e muoiono di vivisezione si aggira sui 900.000 ogni anno.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto etico ed animalista della faccenda non tiene conto dell\u2019aspetto utilitarista ovvero se anche la vivisezione avesse dei vantaggi per l\u2019uomo, per noi non sarebbe comunque giustificata. Tuttavia fior di scienziati ci fiancheggiano sostenendo che la vivisezione non solo non sia essenziale all\u2019avanzamento della medicina, della farmacologia e della scienza, ma che abbia arrecato danni alla salute umana e che sia interamente asservita all\u2019industria, al carrierismo e al lucro.<\/p>\n<p>Esiste la possibilit\u00e0 di finanziare metodologie alternative alla vivisezione, che Massimo Tettamanti chiama \u201ctecniche scientifiche\u201d o \u201ctecniche umanitarie\u201d e che si suddividono in due grandi categorie: METODI NON BIOLOGICI che fanno uso di epidemiologia, statistica, informatica, chimica, e ingegneria, e METODI BIOLOGICI che fanno uso di colture di batteri, cellule, tessuti o organi di origine umana.<\/p>\n<p>Di questo abbiamo parlato con Claudia Benatti che ha pubblicato un\u2019 inchiesta sui metodi alternativi alla vivisezione nel numero di Aprile di <a href=\"http:\/\/www.aamterranuova.it\/\">AAM Terra Nuova<\/a>, sponsor di questa trasmissione.<\/p>\n<p>La scienza che sposiamo noi animalisti antispecisti nonviolenti \u00e8 quella di cui parla il professor George Russell, prof di biologia all\u2019universit\u00e0 di Adelphi ed editore della rivista Orion \u201c<em>Abbiamo bisogno di una scienza che si focalizzi sulla vita stessa e sulla pienezza degli organismi viventi. Se la biologia sviluppa un senso di meraviglia e rispetto per la vita, arricchisce lo studente che si porr\u00e0 come obiettivo la preservazione\u00a0 e la protezione della vita stessa,dedicando se stesso a costruire un mondo migliore per tutte le specie, quella umana e quella animale.<\/em>\u201d<\/p>\n<p><strong>COSA POSSIAMO FARE?<\/strong><br \/>\n\u2022\u00a0\u00a0 \u00a0non fare donazioni alle <strong>associazioni per la ricerca medica che finanziano la vivisezione<\/strong>. Occhio a Telethon! Date un\u2019occhiata a quello che rivela il suo stesso <a href=\"http:\/\/www.telethon.it\/ricerca-progetti\/successi\">sito<\/a>!<br \/>\n\u2022\u00a0\u00a0 \u00a0comprare <strong>cosmetici e prodotti per l&#8217;igiene personale<\/strong> che non incrementano la vivisezione, quindi quelle quindi quelle che aderiscono allo <a href=\"http:\/\/www.lav.it\/index.php?id=716\">standard ICEA\/LAV<\/a> o che fanno parte della lista <a href=\"http:\/\/www.consumoconsapevole.org\/cosmetici_cruelty_free\/lista_cruelty-free.html\">VIVO del Comitato per un consumo consapevole<\/a>.<br \/>\n\u2022\u00a0\u00a0 \u00a0comprare <strong><a href=\"http:\/\/www.consumoconsapevole.org\/pet_food_e_vivisezione.html\">cibo per animali non testato<\/a><\/strong>, cio\u00e8 di marche che non praticano la vivisezione (la maggior parte delle marche che si trovano nei negozi di cibi per animali e nei supermercati effettuano vivisezione su cani e gatti).<br \/>\n\u2022\u00a0\u00a0 \u00a0<strong>adottare un animale salvato<\/strong> dai laboratori di vivisezione<\/p>\n<p>Un ottimo libro per orientarsi in uno shopping cruelty-free \u00e8 la \u201c<a href=\"http:\/\/www.edizionicosmopolis.it\/dettaglioautori_33_Guida-ai-prodotti-non-testati-su-animali_23.html\">Guida ai prodotti non testati sugli animali<\/a>\u201d di Antonella De Paola (Edizioni Cosmopolis)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche puntata fa abbiamo parlato dell\u2019attivismo che si \u00e8 creato attorno all\u2019allevamento di cani beagle destinati alla vivisezione dell\u2019azienda Greenhill in provincia di Brescia. 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