{"id":8167,"date":"2016-01-20T11:35:50","date_gmt":"2016-01-20T10:35:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/?p=8167"},"modified":"2016-01-23T16:18:15","modified_gmt":"2016-01-23T15:18:15","slug":"la-regione-sospenda-la-legge-remaschi-e-investa-su-soluzioni-moderne-e-non-cruente-ascolta-lintervista-con-mauro-delogu-salvaiselvatici","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2016\/la-regione-sospenda-la-legge-remaschi-e-investa-su-soluzioni-moderne-e-non-cruente-ascolta-lintervista-con-mauro-delogu-salvaiselvatici\/","title":{"rendered":"La Regione sospenda la legge Remaschi e investa su soluzioni moderne e non cruente \/ Ascolta l&#8217;intervista con Mauro Delogu #salvaiselvatici"},"content":{"rendered":"<p><em>(sotto l&#8217;audio dell&#8217;intervista)<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;appello di scrittori, intellettuali e naturalisti #salvaiselvatici ha chiesto alla Regione Toscana <strong>di fermare l&#8217;iter della Legge Remaschi<\/strong> e di impostare la discussione sul &#8220;caso ungulati&#8221; <strong>su basi nuove e pi\u00f9 credibili<\/strong>, spezzando il legame troppo stretto con il mondo venatorio. La richiesta \u00e8 di <strong>privilegiare un&#8217;opzione non cruenta<\/strong>, che rispetti quindi la dignit\u00e0 degli animali, la crescita nella societ\u00e0 di un&#8217;etica non violenta e porti a un equilibrio di lungo periodo, fuori dalla logica fallace dell&#8217;emergenza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DSC0275.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8142\" src=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DSC0275-199x300.jpg\" alt=\"_DSC0275\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DSC0275-199x300.jpg 199w, http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DSC0275.jpg 319w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a>Per impostare un piano d&#8217;intervento coerente e in grado di fornire soluzioni stabili, \u00e8 necessario disporre di <strong>un\u00a0 censimento vero delle popolazioni di ungulati<\/strong>, in modo che gli interventi non siano generici e casuali, come invece avviene quando si opta per la soluzione &#8211; solo apparentemente ovvia &#8211; della carneficina di massa.<\/p>\n<p>L&#8217;ecologia indica che il numero di animali in una certa area ha un\u00a0 limite nella cosiddetta <strong>capacit\u00e0 portante<\/strong>, cio\u00e8 la disponibilit\u00e0 di cibo, acqua, tane; il numero \u00e8 quindi legato alle condizioni concrete di sussistenza. Pi\u00f9 cibo \u00e8 presente, pi\u00f9 animali ci saranno (ferme restando altre variabili comporamentali).<\/p>\n<p>I <strong>danni denunciati dagli agricoltori<\/strong> sono una costante di tutte le situazioni di convivenza con gli animali selvatici e si possono affrontare con strumenti come le <strong>protezioni fisiche<\/strong> delle coltivazioni; i <strong>dissuasori<\/strong>; la creazione di <strong>corridoi selvatici<\/strong> che favoriscano gli spostamenti e le migrazioni; la <strong>protezione delle strade<\/strong> con dissuasori e altri accorgimenti; i <strong>risarcimenti<\/strong> dei danni effettivamente compiuti. E&#8217; quel che avviene ovunque, a meno che non si voglia pensare a <strong>un mondo senza animali<\/strong>, a un&#8217;eradicazione completa di intere specie, cio\u00e8 a una <strong>guerra totale agli animali e alla natura<\/strong>. Pi\u00f9 le coltivazioni saranno protette, pi\u00f9 bassa sar\u00e0 la capacit\u00e0 portante.<\/p>\n<p>Gli abbattimenti di massa <strong>non elimineranno i danni<\/strong> all&#8217;agricoltura; la popolazione di ungulati <strong>si riformer\u00e0<\/strong> in breve tempo, come dimostrato dalla <strong>caccia di selezione<\/strong> praticata inutilmente ogni anno; nel frattempo, avremo <strong>boschi militarizzati<\/strong> e tutto rester\u00e0 come prima: non \u00e8 questo l&#8217;interesse della collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;INTERVISTA CON MAURO DELOGU<\/strong><\/p>\n<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]-->\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-8167-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/deloguintero.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/deloguintero.mp3\">http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/deloguintero.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Esistono alternative<\/strong> alla strada scelta dalla legge Remaschi, una strada che appartiene <strong>al passato della gestione della fauna selvatica<\/strong>; il futuro, come spiega nell&#8217;intervista disponibile in podcast, <strong>Mauro Delogu<\/strong>, responsabile del Servizio fauna selvatica ed esotica dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna. Le <strong>modalit\u00e0 non cruente<\/strong> (anche se non escludono del tutto gli abbattimenti) costuiscono la strategia pi\u00f9 efficace nel lungo periodo, perch\u00e9 garantiscono risultati stabili e una relazione fra l&#8217;uomo, l&#8217;ambiente e le altre specie meno distruttivo dell&#8217;approccio tradizionale, fatto di ricorrenti campagne di abbattimento di massa (come quella emergenziale prevista dalla Regione Toscana).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DSC0274.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8141\" src=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DSC0274-199x300.jpg\" alt=\"_DSC0274\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DSC0274-199x300.jpg 199w, http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DSC0274.jpg 319w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a>Delogu in questa intervista dice fra l&#8217;altro:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>che gli abbattimenti di massa appartengono al<strong> passato <\/strong>delle tecniche di gestione della fauna selvatica;<\/li>\n<li>che \u00e8 possibile gestire tecnicamente la popolazione di cinghiali <strong>con tecniche &#8220;sperimentali&#8221;, cio\u00e8 nuove;<\/strong><\/li>\n<li>denuncia le politiche di <strong>immissione-abbattimento<\/strong>, strumentali alle attivit\u00e0 venatorie;<\/li>\n<li>che le modalit\u00e0 <strong>non cruente<\/strong> sono le uniche che possono davvero funzionare nel medio periodo;<\/li>\n<li>che le scelte politiche sono condizionate da <strong>troppi inconfessati interessi<\/strong>, anche economici;<\/li>\n<li>che almeno il 25% dei cinghiali oggi presenti nei boschi sono <strong>ibridi (pi\u00f9 prolifici)<\/strong>, frutto delle immissioni clandestine attuate dal mondo venatorio;<\/li>\n<li>che la strategia pi\u00f9 efficace, per diminuire e stabilizzare la presenza di ungulati,\u00a0 \u00e8 <strong>l&#8217;immunocontraccezione<\/strong> (diversa dall&#8217;uso dei progestinici nel cibo usati ad esempio per i piccioni, che porta a effetti indesiderati su altre specie), gi\u00e0 praticata all&#8217;estero con successo;<\/li>\n<li>che la creazione di <strong>filiere della carne selvatica<\/strong>, prevista dalla legge Remaschi, \u00e8 stata sempre un fallimento: comincia con l&#8217;idea di smaltire gli animali morti in surplus e si trasforma in un sistema permanente da alimentare in ogni modo (anche con nuove immissioni di animali da cacciare).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Consigliamo di<strong> ascoltare l&#8217;intervista con Mauro Delogu<\/strong>: emerge la complessit\u00e0 della questione e la necessit\u00e0 di affrontarla con strumenti moderni, a prescindere da quegli interessi costituiti (a cominciare dalle aspettative dei cacciatori) che hanno portato finora ad affrontare la questione con <strong>soluzioni finali predeterminate<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Una strada diversa \u00e8 possibile e sarebbe giusto discuterne.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(sotto l&#8217;audio dell&#8217;intervista) L&#8217;appello di scrittori, intellettuali e naturalisti #salvaiselvatici ha chiesto alla Regione Toscana di fermare l&#8217;iter della Legge Remaschi e di impostare la discussione sul &#8220;caso ungulati&#8221; su basi nuove e pi\u00f9 credibili, spezzando il legame troppo stretto con il mondo venatorio. 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