{"id":7936,"date":"2015-11-22T11:23:18","date_gmt":"2015-11-22T10:23:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/?p=7936"},"modified":"2015-11-22T11:23:18","modified_gmt":"2015-11-22T10:23:18","slug":"la-guerra-ai-selvatici-di-una-societa-malata-di-lorenzo-guadagnucci","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2015\/la-guerra-ai-selvatici-di-una-societa-malata-di-lorenzo-guadagnucci\/","title":{"rendered":"La guerra ai selvatici di una societ\u00e0 malata \/ di Lorenzo Guadagnucci"},"content":{"rendered":"<p>La Toscana ha fama di terra piacevole e accogliente, con le sue citt\u00e0 d\u2019arte e una campagna <strong>dolce e aggraziata<\/strong> come il profilo dei suoi paesaggi. Ma chi frequenta davvero la Toscana rurale, anche in queste giornate dedicate alla raccolta delle olive, conosce bene l\u2019altra faccia di quest\u2019immagine da d\u00e9pliant turistico: specie nei fine settimana, la campagna toscana \u00e8 \u2013 letteralmente \u2013 territorio di caccia e si trasforma in <strong>un piccolo inferno<\/strong> fatto di fuoristrada parcheggiati sulle strade bianche, mute di cani abbaianti, gente vociante nei boschi, spari che rimbombano fra una vallata e l\u2019altra. La Toscana \u00e8 la <strong>regione dei cacciatori<\/strong>, sia per la densit\u00e0 delle doppiette rispetto alla popolazione (la pi\u00f9 alta d\u2019Italia), sia per lo strapotere delle associazioni venatorie, forti di un\u2019antica attitudine a <strong>spalleggiare il potere politico locale<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cinghialimannari.it\/team\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/cingh.jpg\" alt=\"\" width=\"466\" height=\"313\" \/>In queste settimane sta maturando, nel silenzio dei media nazionali, un ulteriore incrudimento della<strong> \u201cguerra ai selvatici\u201d<\/strong> cara al mondo venatorio. La giunta regionale ha preparato una legge speciale che autorizza, per tre anni, una <strong>campagna di sterminio di cinghiali e caprioli<\/strong>. I condannati a morte sono<strong> almeno 200mila<\/strong>, secondo le stime della Regione: un massacro che quasi trasforma i cacciatori in funzionari pubblici e concede la possibilit\u00e0 di sparare ovunque, <strong>anche nelle aree protette<\/strong>, e secondo un calendario venatorio ad hoc, con pi\u00f9 giornate di caccia a disposizione.<\/p>\n<p>Nelle campagne e nei boschi della Toscana<strong> il sangue scorrer\u00e0 copiosamente<\/strong> e i cacciatori potranno sostenere di svolgere una funzione di pubblica utilit\u00e0. Per le associazioni venatorie \u00e8 un <strong>successo politico straordinario<\/strong>, che va in controtendenza rispetto alla crisi di vocazioni (da tempo il numero dei cacciatori \u00e8 in calo e l\u2019et\u00e0 media in crescita) e al disagio esistenziale causato da un\u2019opinione pubblica largamente contraria alla caccia (secondo i sondaggi e il comune sentire degli stessi cacciatori organizzati).<\/p>\n<p>La Regione, naturalmente, giustifica la carneficina con l\u2019argomento preferito da tutti i poteri, ossia <strong>l\u2019emergenza<\/strong>. In Toscana, secondo l\u2019assessore Marco Remaschi, gli ungulati sono troppi e causano danni all\u2019agricoltura e incidenti stradali: quanto basta, sostiene, per decidere un intervento straordinario con la collaborazione dei cacciatori. <strong>La vita degli animali evidentemente non conta<\/strong>, i danni all\u2019agricoltura possono essere sanzionati con uccisioni di massa e poco importa se la caccia causa ogni anno un numero ben pi\u00f9 alto di morti e feriti rispetto agli scontri fra auto e cinghiali: solleticare l\u2019insofferenza psicologica dell\u2019automobilista funziona sempre\u2026<\/p>\n<p>L\u2019assessore sostiene che in regione vi siano fra i 400 e i 500mila cinghiali e che ne vadano eliminati almeno la met\u00e0. Consapevole di avviare un\u2019operazione di dimensioni finora sconosciute, l\u2019assessore ha inserito nella legge una norma che consentir\u00e0 <strong>lo smaltimento dei corpi<\/strong> degli animali uccisi: sar\u00e0 creata una <strong>filiera della carne di cinghiale<\/strong>, con macelli dedicati (il primo \u00e8 gi\u00e0 stato inaugurato) e sbocchi da trovare anche nell\u2019ambito delle mense pubbliche e del sostengo alimentare ai poveri. Per i cacciatori \u00e8 una gioia in pi\u00f9, perch\u00e9 la costruzione di una vera filiera alimentare \u00e8 la migliore garanzia di continuit\u00e0: <strong>il bisogno di corpi sar\u00e0 costante<\/strong>, ben oltre i tre anni di emergenza previsti dalla legge.<\/p>\n<p>L\u2019assessore Remaschi ha portato a compimento il suo disegno di legge al termine di un viaggio nella Toscana rurale, con incontri pubblici centrati ovviamente sulla <strong>presunta emergenza<\/strong> vissuta da agricoltori e automobilisti, ma <strong>una vera discussione attorno al suo progetto non \u00e8 nemmeno partita<\/strong>, per almeno due ragioni.<\/p>\n<p>Da un lato, la <strong>questione animale<\/strong>, e lo stesso ambientalismo, sono pressoch\u00e9 assenti dal dibattito pubblico e politico e quindi gli argomenti opposti a quelli dell\u2019assessore sono rimasti confinati in ambiti marginali e nella discussione \u2013 finora priva di un\u2019eco pubblica significativa \u2013 in consiglio regionale.<\/p>\n<p>Da un altro lato, la Regione \u00e8 riuscita a imporre una \u201croad map\u201d che <strong>non ammette punti di vista diversi<\/strong> dal binomio emergenza-risposta armata. Le basi della non-discussione sono stati precostituiti. La stima dei 400-500 mila cinghiali non \u00e8 verificabile, e certamente non \u00e8 il frutto di un censimento imparziale e controllabile: \u00e8 vero che l\u2019assessore invoca<strong> la copertura dell\u2019Ispra<\/strong>, ente pubblico preposto alla protezione dell\u2019ambiente, ma non risultano <strong>censimenti veri e indipendenti<\/strong>, condotti senza la collaborazione degli stessi cacciatori.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.primocanale.it\/immagininews\/20141229115508-cinghiali_caccia.jpg\" alt=\"\" \/>Anche la valutazione secondo la quale gli animali \u201csono troppi\u201d \u00e8 diventata <strong>una verit\u00e0 che si autoafferma<\/strong>, senza discussione pubblica e senza un\u2019analisi scientifica dei dati.<\/p>\n<p>Quanto al piano di abbattimento, non sono stati presi in considerazione i numerosi studi scientifici che dimostrano <strong>l\u2019inefficacia di simili stragi<\/strong>: la popolazione di cinghiali tende a riformarsi rapidamente, perch\u00e9 lo scompiglio creato dalle uccisioni di massa accresce la fertilit\u00e0 delle femmine e perch\u00e9 i massacri non cambiano le condizioni ambientali preesistenti.<\/p>\n<p>Un<strong> percorso diverso<\/strong> sarebbe possibile e dovrebbe prevedere un censimento imparziale della popolazione di ungulati, una valutazione accurata dei danni procurati all\u2019agricoltura (magari comparati coi disagi fisici e morali causati dalla caccia) e infine, se davvero si dovesse riscontrare la necessit\u00e0 di un intervento per ridurre il numero degli animali, la messa a punto di un piano articolato che includa le sterilizzazioni e percorsi simili a quelli previsti dalle varie leggi di tutela di specie selvatiche come il lupo o l\u2019orso. <strong>L\u2019empatia per gli animali<\/strong>, il rispetto per le loro vite, dovrebbero avere piena considerazione.<\/p>\n<p>Ma niente del genere \u00e8 pensabile, quando si sceglie di agire secondo la logica dell\u2019emergenza e se la questione animale \u00e8 semplicemente rimossa dal dibattito pubblico.<\/p>\n<p>Luigi Lombardi Vallauri, filosofo del diritto e curatore del volume \u201cLa questione animale\u201d per il Trattato di biodiritto diretto da Stefano Rodot\u00e0 e Paolo Zatti, in una <a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2015\/il-prof-lombardi-vallauri-a-enrico-rossi-fermi-linutile-carneficina-di-cinghiali\/\" target=\"_blank\">lettera aperta<\/a> al presidente della Regione Enrico Rossi, ha scritto che la legge Remaschi <strong>ferisce il \u201csentimento per gli animali\u201d<\/strong> tutelato dal Codice penale e potrebbe incappare in contestazioni sul piano amministrativo, penale e costituzionale per il suo piano di sterminio \u201ccrudele e non necessario\u201d e quindi vietato dall\u2019articolo 544 bis del Codice. Ma c\u2019\u00e8 un altro aspetto sul quale insiste il professore nella sua lettera (rimasta finora senza risposta) e cio\u00e8 il fatto che la legge \u201c<strong>ferisce anche l\u2019immagine della Toscana<\/strong> come luogo internazionalmente ammirato di integrazione e di armonia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9<\/strong> dunque la Regione ha scelto una via cos\u00ec oltranzista? Perch\u00e9 la Toscana si espone al rischio d\u2019essere considerata <strong>una regione in guerra contro i suoi animali<\/strong>?<\/p>\n<p>Una parte della risposta va sicuramente cercata nell\u2019inerzia di amministrazioni locali che non sono mai riuscite a concepire la cura del patrimonio boschivo e la tutela degli animali liberi senza la <strong>mediazione delle associazioni venatorie<\/strong>, tradizionale bacino di voti per consiglieri, deputati, assessori, sindaci e presidenti.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9, che va oltre lo stesso caso-Toscana, e riguarda la crescente disponibilit\u00e0 ad accettare<strong> soluzioni sbrigative e violente per qualsivoglia \u201cproblema\u201d<\/strong>. La guerra agli animali selvatici \u2013 forse i soli individui davvero liberi nella nostra societ\u00e0 \u2013 fa parte di una pi\u00f9 generale<strong> guerra alla natura<\/strong> e a tutto ci\u00f2 che sembra mettere in discussione lo status quo, lo \u201cstile di vita\u201d acquisito.<\/p>\n<p>Il degrado degli ecosistemi si sta rivelando inarrestabile per ragioni culturali e politiche. Non riusciamo a immaginare la specie umana <strong>come ospite, anzich\u00e9 padrona, della Terra<\/strong> e stiamo pagando il prezzo di tanta arroganza. L\u2019ambiente e gli animali sono stati <strong>ridotti a merce<\/strong> e come tali vengono trattati. Il consumo di suolo e le emissioni inquinanti non conoscono freni. Prati, colline, boschi, foreste rischiano in ogni momento d\u2019essere distrutti perch\u00e9 etichettati come \u201cimproduttivi\u201d, cos\u00ec come vi sono specie animali condannate a morte perch\u00e9 qualificate come <strong>\u201cnocive\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Si progettano stermini di esseri viventi sulla base di cinici e approssimativi calcoli fatti a tavolino, senza avere alcuna considerazione per la vita animale e a costo di ignorare le stesse conoscenze scientifiche accumulate. Gli animali selvatici, in particolare, sono oggetto di autentiche <strong>campagne di odio e discriminazione<\/strong>: l\u2019emergenza cinghiali in Toscana si somma all\u2019emergenza orsi in Trentino; e poi ci sono i piccioni, le nutrie, le gazze, i corvi, gli scoiattoli che sono sempre troppi, fastidiosi, quindi da eliminare.<\/p>\n<p>Si \u00e8 gridato all\u2019orso killer, al cinghiale killer, addirittura al <strong>cervo killer<\/strong>, aprendo la strada a dichiarazioni pubbliche dello stato d\u2019emergenza e a risposte che vengono regolarmente cercate <strong>lungo le vie della violenza e delle armi<\/strong>, senza possibilit\u00e0 di opporre obiezioni e tanto meno altre e diverse chiavi di lettura. \u00c8 <strong>una forma d\u2019autoritarismo<\/strong> che pervade ormai la societ\u00e0.<\/p>\n<p>La guerra ai selvatici segnala un male profondo, <strong>una crisi di valori<\/strong> che spaventa quanto l\u2019indifferenza che la circonda.<\/p>\n<p><em>(da lorenzoguadagnucci.wordpress.com)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Toscana ha fama di terra piacevole e accogliente, con le sue citt\u00e0 d\u2019arte e una campagna dolce e aggraziata come il profilo dei suoi paesaggi. 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