{"id":6508,"date":"2015-01-24T21:44:07","date_gmt":"2015-01-24T20:44:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/?p=6508"},"modified":"2015-01-24T21:44:07","modified_gmt":"2015-01-24T20:44:07","slug":"25115-il-libro-la-frontiera-dei-cani-di-marie-luise-scherer","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2015\/25115-il-libro-la-frontiera-dei-cani-di-marie-luise-scherer\/","title":{"rendered":"25\/1\/15 &#8211; Il libro \/ &#8220;La frontiera dei cani&#8221; di Marie-Luise Scherer"},"content":{"rendered":"<p lang=\"\"><span style=\"font-size: large;\">&#8220;La frontiera dei cani&#8221; di Marie-Luise Scherer \u00e8 <strong>un libro molto disturabante<\/strong>. E&#8217; classificabile come &#8220;non fiction&#8221;, quindi pi\u00f9 di un reportage senza essere un romanzo. Nomi e fatti possono essere di fantasia, ma la vicenda nel suo insieme \u00e8 assolutamente vera. Il libro, pubblicato dall&#8217;editore Keller, in tutto cento pagine di piccolo formato, conduce il lettore in una <strong>condizione quasi claustrofobica<\/strong>, trasmettendo una sensazione di oppressione. Tutto \u00e8 cupo, triste e violento in quella prozione di Germania, nel nord del paese, lungo la quale correva il confine fra la Repubblica federale e la Ddr. La narrazione si svolge sul lato orientale e descrive la vita lungo quella <strong>striscia di separazione<\/strong>, profonda cinque chilometri, che faceva da cuscinetto fra i due paesi. <\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: large;\"><a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2015\/25115-il-libro-la-frontiera-dei-cani-di-marie-luise-scherer\/front\/\" rel=\"attachment wp-att-6509\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6509\" src=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/front-186x300.jpg\" alt=\"front\" width=\"186\" height=\"300\" \/><\/a>L&#8217;intera area,<strong> comprendente 297 villaggi<\/strong>, era interdetta a chi non vi risiedesse, salvo la disponibilit\u00e0 dipermessi temporanei, che sempre escludevano peraltro la possibilit\u00e0 per i non residenti, di pernottare. La zona era sorvegliata da truppe di confine, ma quel che restituisce la dimensione crudele e totalitaria della sorveglianza \u00e8 l&#8217;utilizzo di cani da guardia. Fu installato lungo la zona cuscinetto un sistema di guinzagli legati a lunghi cavi: c<strong>entinaia di cani allineati formavano cos\u00ec una barriera di allarme e di protezione<\/strong> in grado di dissuadere gli aspiranti al passaggio nella Germania federale.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: large;\">I cani correvano facendo sferragliare le catene, <strong>senza alcuna possibilit\u00e0 di interagire<\/strong> con i propri simili e venivano accuditi molto spartanamente dai soldati addetti alla loro, diciamo cos\u00ec, manutenzione. Molti impazzivano, altri non resistevano fisicamente ai disagi: il gelo d&#8217;inverno, il sole battente d&#8217;estate, l&#8217;incuria dei soldati. <strong>L&#8217;angoscia di questi cani<\/strong> diventa l&#8217;angoscia del lettore e si somma alla desolazione suscitata dalle meste vite dei guardiani umni. Per alimentare questo sistema di protezione delle frontiere nella Ddr era stato messo a punto uin sistema di allevamento e di fornitura di cani giudicati particolarmente adatti per quel compito.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: large;\">Per noi da questo libro scaturisce una considerazione riguardante i cani, animali generalmente privilegiati nella nostra societ\u00e0. Questo libro mostra con forza come<strong> non ci siano esenzioni di specie laddove la logica del dominio prevalga<\/strong>. La societ\u00e0 totalitaria, nella sua smania di controllo, usava le truppe di confine e i cani-soldati con eguale pretesa di obbedienza e sottomissione. I cani, ovviamente, erano al piano pi\u00f9 basso della piramide, sottoposti alle angherie e anche alle selezioni <strong>secondo docilit\u00e0 ed efficienza<\/strong> operate dai sorveglianti, a loro volta meri manovali nell&#8217;ambito delle strutture di controllo.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: large;\">&#8220;La frontiera dei cani&#8221; pu\u00f2 essere considerato anche <strong>un libro di storia<\/strong>: una storia senza riscatto, com&#8217;\u00e8 spesso la sorte degli animali nella nostra societ\u00e0.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La frontiera dei cani&#8221; di Marie-Luise Scherer \u00e8 un libro molto disturabante. E&#8217; classificabile come &#8220;non fiction&#8221;, quindi pi\u00f9 di un reportage senza essere un romanzo. Nomi e fatti possono essere di fantasia, ma la vicenda nel suo insieme \u00e8 assolutamente vera. 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