{"id":6284,"date":"2014-12-07T21:30:25","date_gmt":"2014-12-07T20:30:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/?p=6284"},"modified":"2014-12-07T21:30:25","modified_gmt":"2014-12-07T20:30:25","slug":"penne-e-pellicole-il-resoconto-della-serata-di-sabrina-parretti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2014\/penne-e-pellicole-il-resoconto-della-serata-di-sabrina-parretti\/","title":{"rendered":"&#8220;Penne e pellicole&#8221; \/ il resoconto della serata di Sabrina Parretti"},"content":{"rendered":"<p><b>Settignano \u2013 4 Dicembre 2014 \u2013 presentazione del libro &#8220;Penne e Pellicole&#8221; di Massimo Filippi ed Emilio Maggio \u2013\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Il rapporto tra societ\u00e0 umana e gli altri animali nella letteratura e nel cinema.\u00a0<\/b><\/p>\n<p><em>Relatori: gli autori del libro. Conduce: Lorenzo Guadagnucci della trasmissione Restiamo Animali.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Resoconto di Sabrina Parretti<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Unknown-3.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6285 size-full\" src=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Unknown-3.jpeg\" alt=\"Unknown-3\" width=\"176\" height=\"264\" \/><\/a>Come consuetudine,\u00a0 dopo <strong>un&#8217;ottima cena vegana<\/strong> in cui si distinguevano\u00a0 l&#8217;ottimo &#8220;primo&#8221; a base di orecchiette alle cime di rapa e, &#8220;dulcis in fundo&#8221;, lo straordinario strudel di mele, i\u00a0 commensali si spostano al piano di sopra dove, verso le ore 22,00, inizia l&#8217;incontro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Introduce l&#8217;argomento <b>Lorenzo Guadagnucci <\/b>della redazione di &#8220;Restiamo Animali&#8221; che chiede a Massimo Filippi, professore di Neurologia presso l&#8217;Ospedale S.Raffaele di Milano, una sua sintesi del libro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Interviene <b>Massimo,<\/b> dicendo che quest&#8217;ultimo libro \u00e8 la naturale prosecuzione del precedente <strong>&#8220;Crimini in tempo di pace&#8221;<\/strong> che era quasi una sorta di &#8220;dialogo con gli animali. In questo invece vi sono tutta una serie di figure animali che ci fanno assumere prospettive diverse rispetto alla nostra usuale. Sottolinea un primo aspetto: <b>non \u00e8 <\/b>un libro sistematico ma una serie di frammenti, di momenti di luce sulla vita degli animali, dei loro mondi inesplorati, di cui non sappiamo nulla. Altro punto: <b>non \u00e8<\/b> un libro sugli animali ma \u00e8 una sorta di &#8220;documentario naturalistico&#8221; che, a differenza dei soliti documentari che mostrano quasi sempre solo storie di predazione, ci mostra anche altri aspetti della vita animale. In giro ci sono molti libri che, con atteggiamento &#8220;paternalistico&#8221; parlano al posto degli animali; questo libro invece vuole provare a parlare <b>con<\/b> gli animali, restituendo al rapporto con gli animali la peculiarit\u00e0 di un rapporto con esseri che parlano un&#8217;altra lingua dalla nostra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Lorenzo\u00a0<\/b> introduce l&#8217;altro autore, Emilio Maggio, chiedendo di spiegare<strong> la copertina<\/strong> del libro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Emilio<\/strong> inizia definendosi un &#8220;cinemologo&#8221; e spiega che quella copertina \u00e8 una sua provocazione, <strong>l&#8217;immagine di Rin Tin Tin<\/strong>, animale celebrato per eccellenza, e che \u00e8 una completa idealizzazione umana. All&#8217;autore interessa la rappresentazione dell&#8217;animale nel cinema, dove l&#8217;animale \u00e8 stato elemento fondante, il primo soggetto rappresentato da proto-registi, cos\u00ec come primo elemento lo era stato nella rappresentazione artistica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questo proposito, introdotto da Emilio, viene proiettato il 1\u00b0 spezzone di film: <strong>&#8220;Cave of the forgotten dreams&#8221;\u00a0<\/strong> che \u00e8 un documentario realizzato nel 2010 dal regista <strong>Werner Herzog<\/strong> e rappresenta la grotta Chauvet, nella parte meridionale della Francia, famosa per le sue pitture rupestri, dipinte nella parte pi\u00f9 profonda della caverna. Il regista \u00e8 riuscito ad avere le autorizzazioni per accedere alla grotta. Sono pitture di 30-40 mila anni fa, nell&#8217;alto paleolitico; i soggetti sono animali, quelli che l&#8217; &#8220;homo sapiens&#8221; di allora incontrava nel quotidiano. In quel tempo c&#8217;era ancora considerazione e rispetto per l&#8217;animale. Su questo film sono state dette fatte delle supposizioni in merito alla sua autenticit\u00e0.<\/p>\n<p>Interviene <strong>Massimo<\/strong> che fa notare la potenza che emanano queste immagini di animali. Il libro non parla solo di momenti brutti della vita animale ma di vari aspetti. Cita il libro <strong>&#8220;Fisica della malinconia&#8221; di Gospodinov Georgi<\/strong>, in cui immagina le riprese fatte in un macello come se la pellicola girasse all&#8217; incontrario e, dall&#8217;animale macellato, potesse ricostituirsi l&#8217;animale vivo e intero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Viene poi proettato il 2\u00b0 spezzone di film: <strong>&#8220;The Lumiere brothers&#8221;<\/strong> (L&#8217;uscita dalle officine Lumiere) che rappresenta la nascita ufficiale del cinema. Emilio ci fa notare che questo film mostra come funzioner\u00e0 la macchina da presa: essa riprende soggetti &#8220;docili&#8221; e gi\u00e0 da qui si vede che ci sono delle gerarchizzazioni. In questo spezzone si vedono uscire degli operai dalle officine di propriet\u00e0 dei fratelli Lumiere e poi alcune donne, <strong>dei cavalli e due cani che tagliano diagonalmente la scena<\/strong> e che sembrano divertirsi. Cita poi l&#8217;episodio del libro in cui un ebreo si accompagna a dei cani; viene raggiunto dal delatore nazista con il\u00a0 bastone alzato per colpirlo ma i cani, vedendo il bastone, cercano subito di giocare. Fa notare questo aspetto e cio\u00e8 che gli animali, quando non sono oppressi e torturati dall&#8217;uomo, sono &#8220;inoperosi&#8221; non nel senso stretto di non fare niente ma nel senso che cercano il gioco, si divertono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/topsy.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-5885\" src=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/topsy.jpeg\" alt=\"topsy\" width=\"282\" height=\"257\" \/><\/a>Sempre introdotto da Emilio, viene proiettato il 3\u00b0 spezzone di film: <strong>&#8220;Elettric the elephant&#8221;<\/strong>, attribuito a Thomas Edison che riproduce <strong>la messa a morte dell&#8217;elefantessa Topsy,<\/strong> mediante potentissima scarica elettrica, perch\u00e8 si era ribellata ai suoi domatori.<\/p>\n<p>Osserva Massimo che in queste sequenze c&#8217;\u00e8 un aspetto morboso, trash, come nella pornografia, rende al massimo l&#8217;aspetto di sfruttamento dei corpi degli animali, trattati come oggetti all&#8217;interno del sistema delle merci in cui viviamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Viene proiettato il 4\u00b0 brevissimo spezzone di film in cui si vede <strong>un cavallo al galoppo<\/strong>. Emilio spiega che \u00e8 un esperimento di crono-fotografia (foto scattate in sequenza e poi montate in successione). Il cavallo pi\u00f9 di ogni altro animale \u00e8 stato oggetto di riprese, molto nei film western o di guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ancora introdotto da Emilio, viene proiettato il 5\u00b0 spezzone di film: <strong>&#8220;Gli spostati&#8221;<\/strong>, del 1961 di John Huston, ultimo film con <strong>Marylin Monroe<\/strong>. Si vedono che vengono cacciati i cavalli<i> mustang <\/i>che vivevano liberi nel Nevada. Gli uomini hanno immobilizzato una cavalla, con puledro al seguito, e fanno i conti di quanto se ne pu\u00f2 ricavare dalla loro carne. La donna, sdegnata da tanta crudezza, si allontana urlando che sono solo dei macellai, sanno solo uccidere. Viene tacciata dagli uomini come <i>ingrata <\/i>e <i>isterica. <\/i>Questo film \u00e8 stato un film importante ed ha dato modo a Marylin di esprimersi molto, sia come attrice,<strong> sia come <i>animalista<\/i> quale era.<\/strong> Questo film ha avuto un seguito particolare: nei pochi anni seguenti sono morti tutti gli\u00a0 attori protagonisti.<\/p>\n<p>Interviene Massimo facendo osservare che qui c&#8217;\u00e8 una gerarchia dei <i>perdenti: <\/i>prima vengono gli uomini (forti, rudi), poi la donna (isterica), infine i cavalli (prede). <strong>L&#8217;uomo \u00e8 al centro dell&#8217;universo<\/strong>, in particolare con determinate caratteristiche: maschio, sano, bianco, eterosessuale, magari ricco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Viene proiettato il 6\u00b0 spezzone di film: <strong>&#8220;War horse&#8221;<\/strong> (Cavallo di guerra), del regista <strong>Steven Spielberg<\/strong>. Si vede l&#8217;immagine di un cavallo che corre all&#8217;impazzata in un terreno di guerra, fra mine che esplodono, dentro le trincee e che, infine rimane impigliato e immobilizzato nel filo spinato del campo. Qui c&#8217;\u00e8 una grande umanizzazione dell&#8217;animale che viene mostrato come un &#8220;eroe&#8221;.<\/p>\n<p>Qualcuno del pubblico domanda se, per girare queste scene, il cavallo ha subito tutta la serie di violenze che si vedono. Emilio risponde di no, che in America l&#8217;associazione protezionista <strong>Peta<\/strong>\u00a0\u00e8 molto forte, \u00e8 riuscita addirittura a bloccare la produzione di un serial dove sul set erano morti alcuni animali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Viene proiettato il 7\u00b0 spezzone di film, la sequenza finale di <strong>&#8220;Au hasard Bathazar&#8221;<\/strong>, del 1966, del regista <strong>Robert Bresson<\/strong>. Questo film rappresenta uno spartiacque: per la prima volta nel cinema <strong>il protagonista assoluto \u00e8 un asino<\/strong> e la storia \u00e8 raccontata attraverso le vessazioni che l&#8217;animale subisce da parte degli umani. Il film mostra l&#8217;aspetto negativo della mentalit\u00e0 umana, per cui il dono della vita \u00e8 quasi una sorta di &#8220;ricatto&#8221;: l&#8217;animale si fa nascere, lavorare, morire.<\/p>\n<p>Massimo commenta che il finale di questo film \u00e8 molto struggente: ci mostra la capacit\u00e0 dell&#8217;animale di morire con dignit\u00e0 ed anche il capannello di pecore intorno a lui morente \u00e8 un quasi una sorta di &#8220;celebrazione&#8221; della vita. Di seguito Massimo legge un piccolo brano tratto da un libro in cui l&#8217;autore osserva una salamandra, animale tanto diverso da lui, e osservandola con tanta intensit\u00e0 finisce quasi per immedesimarsi in lei, in una sorta di <strong>&#8220;<i>spazio di indistinzione<\/i>&#8220;<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il conduttore Lorenzo chiede ai due autori qual \u00e8 la cosa (libro, film, ecc.) <strong>che pi\u00f9 si avvicina alla loro visione del rapporto uomo-animale<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Emilio\u00a0<\/b> risponde che lo \u00e8 il film <strong>&#8220;Adieu au langage&#8221; <\/strong>recente film di <strong>Jean-Luc Godard<\/strong>. Afferma la sua intenzione di non trattare films \u201canimalisti\u201d e di apprezzare films come questo, dove c&#8217;\u00e8 la voglia di \u201csmarcarsi\u201d dalla visione antropocentrica.<\/p>\n<p>Massimo risponde che per lui lo \u00e8 <strong>tutta l&#8217;opera di Vasilij Grossman<\/strong>, giornalista dell&#8217;armata rossa che arrivo ad Auschwitz il giorno della sua liberazione, il 26 gennaio 1945. Racconta un breve brano dell&#8217;opera di questo autore: <strong>la storia di una femmina d&#8217;alce<\/strong> uccisa senza piet\u00e0 da un cacciatore che, della sua testa, ne fa un trofeo per il proprio salotto. Quando dopo tanti anni il cacciatore in quella stanza muore con sofferenza, il racconto dice che la testa dell&#8217;alce, assistendo alla scena, si inumidisce di lacrime, a testimonianza della maggiore sensibilit\u00e0 dell&#8217;animale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;incontro termina alle ore 23,30.<\/p>\n<p>In sala sono esposte alcune copie del libro oggetto della presentazione e di altri libri a tema, a disposizione di chi voglia acquistarle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Settignano \u2013 4 Dicembre 2014 \u2013 presentazione del libro &#8220;Penne e Pellicole&#8221; di Massimo Filippi ed Emilio Maggio \u2013\u00a0 Il rapporto tra societ\u00e0 umana e gli altri animali nella letteratura e nel cinema.\u00a0 Relatori: gli autori del libro. 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