{"id":5785,"date":"2014-09-12T09:48:48","date_gmt":"2014-09-12T07:48:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/?p=5785"},"modified":"2016-09-20T22:19:35","modified_gmt":"2016-09-20T20:19:35","slug":"daniza-e-life-ursus-tutti-gli-errori-della-provincia-di-trento","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2014\/daniza-e-life-ursus-tutti-gli-errori-della-provincia-di-trento\/","title":{"rendered":"Daniza e Life Ursus, tutti gli errori della Provincia di Trento"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00a0di Zenone Sovilla (dal blog La foresta di Sherwood &#8211; L&#8217;Adige)<\/em><\/p>\n<p>TRENTO<\/p>\n<p>Comunque la si guardi, la vicenda tragica e immensamente triste della morte dell&#8217;orsa Daniza \u00e8 una\u00a0<strong>brutta storia<\/strong>\u00a0per le istituzioni trentine e nazionali.<\/p>\n<p>L&#8217;intera faccenda induce a riflettere sulle criticit\u00e0 emerse sia sul fronte politico sia sul versante tecnocratico.<\/p>\n<p>Il caso specifico appare innanzitutto come uno specchio dell&#8217;approccio manchevole messo in campo dalla Provincia autonoma di Trento.<\/p>\n<p>Altro che quel\u00a0<strong>poco elegante<\/strong>\u00a0&#8220;sugli orsi nessuno pu\u00f2 insegnarci nulla&#8221; pronunciato dal presidente\u00a0<strong>Ugo Rossi<\/strong>, palesando peraltro un certo sprezzo nei riguardi del vasto movimento che richiamava l&#8217;ente pubblico a una\u00a0<strong>valutazione scientifica<\/strong>\u00a0del caso, ben prima che si arrivasse alla sedazione risultata letale.<br \/>\nIn sistesi, come hanno osservato innumerevoli faunisti indipendenti: l&#8217;orsa Daniza, di fronte a un essere umano avvertito come una\u00a0<strong>minaccia per i cuccioli<\/strong>, era intervenuta mettendo in campo, prima di scappare con la prole, una ragionevole forma di dissuasione con danni minimi per il malcapitato e imprudente cercatore di funghi rimasto leggermente ferito. Non avesse sentito il pericolo, Daniza se la sarebbe semplicemente data a gambe, come qualunque animale selvatico che percepisce la presenza umana (spesso tutt&#8217;altro che amichevole).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/daniza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5694\" src=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/daniza-300x187.jpg\" alt=\"daniza\" width=\"300\" height=\"187\" srcset=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/daniza-300x187.jpg 300w, http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/daniza.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A fronte di questo<strong>\u00a0comportamento del tutto normale<\/strong>\u00a0per un animale selvatico, l&#8217;intervento ovvio dopo quell&#8217;episodio sarebbe stato un monitoraggio pi\u00f9 stretto dei movimenti di Daniza e figli, per verificare che quell&#8217;incontro ravvicinato fosse (come effettivamente era) solo una fatalit\u00e0 e per accompagnare cos\u00ec l&#8217;orsa verso il letargo invernale.<\/p>\n<p>Si \u00e8 deciso invece, anche facendosi scudo di un discutibile parere ministeriale, di avviare la caccia grossa, rassicurando peraltro tutti circa l&#8217;esclusione di metodi rischiosi, quali appunto la sedazione, gi\u00e0 costata la vita recentemente ad almeno altri due orsi affidati alle cure della Provincia autonoma di Trento nel progetto\u00a0<strong>Life Ursus<\/strong>. E invece, ecco che si decide di usare il fucile, perch\u00e9 il trappolone non aveva funzionato. Nel frattempo, si sottolinea quasi a voler cercare\u00a0<strong>un&#8217;incredibile aggravante<\/strong>, Daniza si \u00e8 macchiata di altre razzie di capi di bestiame.<br \/>\nIl contesto e gli antefatti di tutto ci\u00f2 ci parlano di una gestione che, da anni, sembra\u00a0<strong>temere la trasparenza<\/strong>\u00a0e preferire il profilo basso, forse nella speranza (illusoria) di minimizzare l&#8217;impatto sociale e le reazioni negative nei riguardi del&#8217;orso e specialmente delle sue razzie di capi di allevamento.<br \/>\nIn realt\u00e0, in questo modo si \u00e8 ottenuto l&#8217;effetto contrario: l&#8217;opacit\u00e0 ha ingigantito l&#8217;atteggiamento sospettoso o finanche ostile di una fetta di popolazione, nelle aree montane pi\u00f9 frequentate dagli orsi.<\/p>\n<p>Parimenti, un&#8217;insufficiente conoscenza dell&#8217;evoluzione del progetto e una serie di scelte operative non condivise, ha creato una\u00a0<strong>frattura anche nei riguardi del mondo ecologista\u00a0<\/strong>(memorabili, giusto per fare un esempio degli anni scorsi, le manovre provinciali per depotenziarne il peso nel comitato faunistico provinciale). Fra parentesi, meriterebbe un approfondimento d&#8217;analisi lo squilibrio storico nel rapporto tra la Provincia e i mondi venatorio (assai rappresentato nella tecnocrazia che conta) e ambientalista (sostanzialmente escluso dal potere e appena tollerato nelle sedi in cui tocca almeno ascoltarlo).<br \/>\nLe cose avrebbero preso probabilmente una piega diversa se fin dall&#8217;inizio &#8211; un decennio fa &#8211; l&#8217;ente pubblico avesse investito significativamente nell&#8217;<strong>informazione e nella formazione<\/strong>, a cominciare dagli allevatori, chiamati a modificare le loro prassi per proteggere gli animali. A chi svolge questa attivit\u00e0 andava garantito il massimo supporto, non solo in termini di indennizzo; ma fin dall&#8217;inizio bisognava anche mettere via via a fuoco le situazioni, i periodi dell&#8217;anno e le zone di rischio maggiore, ragionando insieme sul da farsi (per esempio se in qualche caso un certo alpeggio fosse ritenuto troppo esposto). Agli orsi serve un certo spazio e la filosofia del ripopolamento di specie in passato decimate dall&#8217;uomo, andava forse accompagnata anche da confronti estesi su eventuali correttivi in relazione alle politiche sull&#8217;habitat e sulla<strong>\u00a0progressiva antropizzazione<\/strong>\u00a0a scopi economici, specie turistici, di alcune porzioni di montagna.<\/p>\n<p>L&#8217;orso, insomma, ci interroga sul nostro rapporto con la terra e con gli altri animali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci voleva, poi, una diversa attivit\u00e0 di informazione specifica rivolta a residenti e turisti: avrebbe diffuso conoscenze preziose e favorito un rapporto pi\u00f9 trasparerente fra l&#8217;ente pubblico e la gente, sottraendo spazi a chi si accanisce contro Life Ursus con furore ideologico antropocentrico. Forse non si \u00e8 fatto abbastanza in questo senso proprio per prevenire gli<strong>allarmismi;<\/strong>\u00a0ma si \u00e8 ottenuto il risultato contrario.<br \/>\nNon \u00e8 dato sapere gran che nemmeno sugli\u00a0<strong>interventi di dissuasione<\/strong>\u00a0(acustici o di altro genere) attuati dai forestali trentini per orientare gli spostamenti e il comportamento di qualche orso, specie per evitarne l&#8217;avvicinamento ai centri abitati con il rischio che diventasse\u00a0<strong>&#8220;confidente&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p>A volte si \u00e8 avuta l&#8217;impressione che il nucleo operativo specializzato avesse bisogno di maggiori investimenti in termini di uomini e mezzi: se le cose stessero davvero cos\u00ec, bisognerebbe chiedersi il perch\u00e9 e chi lo abbia deciso.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/m13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3663\" src=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/m13-300x200.jpg\" alt=\"m13\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/m13-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/m13.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Un capitolo a s\u00e9 dei passi falsi targati Life Ursus riguarda poi il coinvolgimento delle zone limitrofe, italiane e straniere. E qui va chiamato in causa anche il<strong>governo nazionale<\/strong>, che oltretutto \u00e8 parso alquanto assente nella vicenda Daniza, mentre avrebbe potuto offrire o imporre al Trentino l&#8217;invio di suo personale esperto a supporto della Provincia.<br \/>\nPeraltro, il\u00a0<strong>corpo forestale dello Stato<\/strong>\u00a0aveva manifestato formalmente il suo dissenso sulla cattura di Daniza e si era rivolto anche direttamente alla Provincia di Trento esprimendo forte preoccupazione per la sorte dei cuccioli e ipotizzando che la sottrazione della madre avrebbe potuto configurare una forma di maltrattamento nei riguardi dei figli. Ma anche l&#8217;invito del corpo forestale nazionale a una\u00a0<strong>rivalutazione del caso<\/strong>\u00a0era stato accolto a Trento con la sicumera che ha fin qui caratterizzato l&#8217;atteggiamento istituzionale. Ora i forestali dello Stato\u00a0<a href=\"http:\/\/www3.corpoforestale.it\/flex\/cm\/pages\/ServeBLOB.php\/L\/IT\/IDPagina\/9864\">stanno gi\u00e0 indagando sulla morte di Daniza<\/a>\u00a0ipotizzando il delitto di maltrattamento e uccisione di animali (quello stesso corpo nazionale qualche anno fa scoperchi\u00f2\u00a0<strong>lo scandalo vergognoso dell&#8217;inquinamento in Valsugana<\/strong>\u00a0che era sfuggito ai controllori trentini).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, con il gruppo di orsi del Brenta che supera la cinquantina di esemplari, siamo ormai nella fase di migrazione naturale, grazie alla quale il numero di quelli presenti in questa fetta di Trentino potrebbe stabilizzarsi o anche diminuire via via. Ma se i primi migranti finiscono<strong>\u00a0abbattutti in Svizzera<\/strong>\u00a0(l&#8217;ultimo caso, nei Grigioni, in val Poschiavo, sette mesi fa, grida vendetta al cielo: un giovane orso per nulla problematico ucciso appena uscito dal letargo) o morti in Austria e Germania, sar\u00e0 (fortunatamente) difficile alimentare questi flussi. Altri lasciano il Brenta e se la cavano perch\u00e9 entrano in\u00a0<strong>aree selvagge e protette<\/strong>fuori provincia ma in Italia.<br \/>\nDi fronte a innumerevoli inviti alla prudenza, concertazione e trasparenza, il Trentino ha scelto evidentemente un&#8217;altra strada e oggi l&#8217;espressione<strong>&#8220;orso dannoso&#8221; (<\/strong>cara ai leghisti locali che sopprimerebbero subito Life Ursus) viene ripetutamente riferita a Daniza anche dall&#8217;assessore competente,\u00a0<strong>Michele Dallapiccola<\/strong>: sembra davvero una fotografia dello stato dell&#8217;arte e di un orizzonte sempre pi\u00f9 denso di nubi, con la politica incapace di aprire uno scenario di innovazione e prigioniera di un localismo piccolo piccolo. Un&#8217;illusione di autosufficienza che ora sta massacrando l&#8217;immagine del Trentino, coltivata nei decenni a suon di centinaia di milioni di euro pubblici in promozione turistica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, per\u00f2, di fronte al fallimento rappresentato dall&#8217;ennesima morte accidentale di un orso trentino, qualcuno dovrebbe assumersene umilmente responsabilit\u00e0 e conseguenze serie, sia fra i politici sia nella tecnocrazia provinciale, troppo spesso pericolosamente vicina alle stanze del potere. Perseverare con superiorit\u00e0 nel rifiuto di una qualunque autocritica sarebbe veramente troppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di Zenone Sovilla (dal blog La foresta di Sherwood &#8211; L&#8217;Adige) TRENTO Comunque la si guardi, la vicenda tragica e immensamente triste della morte dell&#8217;orsa Daniza \u00e8 una\u00a0brutta storia\u00a0per le istituzioni trentine e nazionali. 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