{"id":5156,"date":"2014-03-02T12:22:35","date_gmt":"2014-03-02T11:22:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/?p=5156"},"modified":"2014-09-03T17:32:51","modified_gmt":"2014-09-03T15:32:51","slug":"2314-la-via-del-lupo-di-marco-albino-ferrari","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2014\/2314-la-via-del-lupo-di-marco-albino-ferrari\/","title":{"rendered":"2\/3\/14 &#8211; &#8220;La via del lupo&#8221; di Marco Albino Ferrari"},"content":{"rendered":"<p>Oggi vogliamo parlare dei <strong>lupi<\/strong>, dei quali ci siamo occupati con notizie di cronaca nelle puntate scorse a causa della <strong>campagna di morte attuata in Maremma<\/strong> da ignoti personaggi, che sono arrivati, in pi\u00f9 occasioni, ad esibire in pubblico, a mo&#8217; di sfregio e di ammonimento, le teste degli animali uccisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; di questi giorni la notizia di <strong>un piano speciale della Regione Toscana<\/strong>, d&#8217;intesa con le province di Grosseto, Arezzo e Firenze, per affrontare la questione dei lupi e degli ibridi randagi sul piano della razionalit\u00e0 e del rispetto. Il piano prevede fra l&#8217;altro il <strong>rafforzamento dell&#8217;anagrafe canina<\/strong>, la protezione delle greggi pi\u00f9 esposte a possibili assalti, i <strong>risarcimenti<\/strong> agli allevatori eventualmente danneggiati, il<strong> censimento<\/strong> della popolazione dei lupi e la protezione della loro<strong> &#8220;purezza&#8221;<\/strong> &#8211; un punto quest&#8217;ultimo discutibile, come vedremo fra poco. Il piano prevede una spesa intorno ai <strong>4-5 milioni<\/strong> e si avvarr\u00e0, fra l&#8217;altro, di cunslenti esperti. uno fra tutti il <strong>professor Luigi Boitani<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/ferrarilupo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-5158\" alt=\"ferrarilupo\" src=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/ferrarilupo.jpg\" width=\"104\" height=\"156\" \/><\/a>Parliamo di Boitani perch\u00e9 \u00e8 protagonista del libro che oggi vi proponiamo,<strong><a href=\"http:\/\/www.laterza.it\/index.php?option=com_laterza&amp;Itemid=97&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788842056003\" target=\"_blank\"> &#8220;La via del lupo&#8221;<\/a>, scritto da Marco Albino Ferrari e pubblicato da Laterza nel 2012<\/strong>. L&#8217;autore, come si intuisce dal titolo, segue le tracce del lupo nelle zone del suo insediamento, dai monti Sibillini alla Maiella, dalle Foreste casentinesi alla Alpi Marittime alla Valsavarenche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; un racconto di <strong>piccole-grandi avventure<\/strong>, di incontri con persone che il lupo hanno incontrato, con presidenti di Parco e naturalisti che si stanno impegnando per proteggerne l&#8217;esistenza dalle infinite insidie, prima fra tutte un habitat spesso ostile e la <strong>diffidenza delle popolazioni<\/strong>, che ha radici antiche e in fondo non \u00e8 mai cessata nonostante gli sforzi compiuti. Le vicende di queste settimane in Maremma lo dimostrano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dicevano di Boitani, protagonista con l&#8217;etologo Erik Zimen e David Mech, nei primi anni Settanta, della <strong>prima missione scientifica intrapresa in Italia<\/strong> per censire il lupo, studiarne i movimenti, valutarne le sue possibilit\u00e0 di sopravvivenza. Il tutto avviene grazie al cosiddetto <strong>Progetto lupo ideato dal Wwf<\/strong> Italia diretto all&#8217;epoca da Fulco Pratesi. Si trattava di censire la presenza del lupo lungo l&#8217;Appennino, in particolare nel massiccio della maiala.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/speradisole.files.wordpress.com\/2011\/01\/lupi_9.jpg\" width=\"277\" height=\"221\" \/>Quel censimento fu <strong>un&#8217;autentica avventura<\/strong>, condotta da tre studiosi appena trentenni (il pi\u00f9 vecchio aveva 34 anni), con mezzi tecnologici che oggi paiono antiquati. Quella campagna port\u00f2 a stabilire che il lupo ancora abitava quelle montagne, ma che era in grave pericolo di estinzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec Ferrari descrive l&#8217;avvio della ricerca: <em>&#8220;I protagonisti sono tre studiosi appena trentnni. Hanno un aspetto trasandato e un po&#8217; hippie e comunicano tra loro in una lingua ibrida, un mix di inglese, italiano e tedesco. Vivono in un totale e felice isolamento sulle montagne della Maiella. E si rifugiano ininterrottamente, stagione dopo stagione,<strong> in una capanna di tronchi d&#8217;albero, priva di luce, di gas, di telefono<\/strong>, vicino ai confini del bosco. Sono giovani, disagi e pericoli non li preoccupano, e grazie alla loro formazione, diversa e complementare, hanno messo su una squadra ideale per studiare il lupo nel suo stesso ambiente.<strong> Il lupo diventer\u00e0 parte di loro<\/strong>&#8220;.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il momento topico di questa pionieristica ricerca \u00e8 <strong>la cattura del primo esemplare per l&#8217;applicazione di un radiocollare<\/strong>. E&#8217; un episodio che Ferrari racconta con grande pathos, scendendo nei particolari della ricerca e spiegando con cura i comportamenti del lupo e dei tre ricercatori. Le enormi difficolt\u00e0 per non insospettire il lupo nel piazzare le gabbie, la narcotizzazione con una siringa fissata a un lungo palo e infine l&#8217;applicazione del radiocollare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Erano tempi, quelli, in cui non esistevano i satelliti e le tecnologie oggi a disposizione. Il radiocollare aveva una capacit\u00e0 di trasmissione limitata a poche centinaia di metri e perci\u00f2, per studiare gli spostamenti del lupo occorreva <strong>muoversi in boschi impervi<\/strong>, portandosi dietro ingombranti attrezzature di ricezione, con le difficolt\u00e0 che \u00e8 facile immaginare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ferrari insegue il lupo sulle nostre montagne, accompagnando il lettore in <strong>un&#8217;esplorazione densa di mistero e di avventura<\/strong>. Un&#8217;esplorazione ricchissima, piena di fascino per quanto l&#8217;autore debba ammettere <em>&#8220;non sono mai riuscito a scorgere un solo esemplare di Canis lupus italicus in natura&#8221;<\/em>. Ma la ricerca del lupo, lo sforzo compiuto per <strong>immaginarne la vita<\/strong> nel folto della foresta, i passaggi di notte nelle viuzze di paesi montani semi abbandonati sono altrettanto emozionanti dell&#8217;incontro vero e proprio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla fine del libro Ferrari sviluppa <strong>considerazioni sul destino del Canis lupus italicus<\/strong>, la cui sorte accompagna la parabola della societ\u00e0 italiana, con il rischio di estinzione che ha toccato il suo apice a cavallo fra ani 60 e 70, al culmine del <strong>processo di industrializzazione e cementificazione del territorio<\/strong>, ma che non \u00e8 affatto superato. Oggi leggi e convenzioni proteggono il lupo, ma la minaccia &#8211; secondo i naturalisti \u00e8 un&#8217;altra &#8211; e cio\u00e8 <strong>l&#8217;ibridazione<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La <strong>purezza della razza<\/strong> \u00e8 in pericolo per gli incroci con i cani inselvatichiti, i cosiddetti ibridi, diffusi anche in Maremma e che la Regione Toscana con il suo pometo citato prima, si propone infatti di individuare, isolare e trasferire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui scatta<strong> la contraddizione dei punti di vista<\/strong> fra il biologo naturalista, interessato alll sopravvivenza del patrimonio genetico del Canis lupus italicus e l&#8217;animalista, interessato a tutelare gli individui e quindi <strong>aperto all&#8217;incrocio e al meticciato<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi vogliamo parlare dei lupi, dei quali ci siamo occupati con notizie di cronaca nelle puntate scorse a causa della campagna di morte attuata in Maremma da ignoti personaggi, che sono arrivati, in pi\u00f9 occasioni, ad esibire in pubblico, a mo&#8217; di sfregio e di ammonimento, le teste degli animali uccisi. &nbsp; E&#8217; di questi &hellip; <a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2014\/2314-la-via-del-lupo-di-marco-albino-ferrari\/\">Continua a leggere <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[234,246,186,245],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5156"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5156"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5156\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5160,"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5156\/revisions\/5160"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5158"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5156"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5156"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5156"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}