{"id":4953,"date":"2013-12-30T18:39:49","date_gmt":"2013-12-30T17:39:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/?p=4953"},"modified":"2015-02-07T16:52:19","modified_gmt":"2015-02-07T15:52:19","slug":"caterina-e-la-sperimentazione-una-lettera-ai-giornalisti-e-la-posizione-di-susanna-penco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2013\/caterina-e-la-sperimentazione-una-lettera-ai-giornalisti-e-la-posizione-di-susanna-penco\/","title":{"rendered":"Caterina e la sperimentazione: una lettera ai giornalisti e la posizione di Susanna Penco"},"content":{"rendered":"<p><strong>Gentili giornalisti<\/strong><br \/>\nabbiamo seguito, al telegiornale di stamani, la vicenda della studentessa di veterinaria gravemente malata che, pubblicamente, appoggia la vivisezione.<br \/>\nPremettiamo che<\/p>\n<p>&#8211; grazie all&#8217;empatia che ci contraddistingue, <strong>comprendiamo la sua sofferenza<\/strong>, il suo bisogno di speranza;<\/p>\n<p>&#8211; <strong>ci dissociamo<\/strong> da tutte le forme di condanna, dagli insulti e dalle ingiurie di chi l&#8217;ha aggredita sui siti internet.<\/p>\n<p>Ci vengono, per\u00f2, in mente alcune domande:<\/p>\n<p>&#8211; perch\u00e9 questa ragazza si pronuncia a favore della vivisezione<strong> in modo pubblico<\/strong>?<\/p>\n<p>&#8211; perch\u00e9 i media danno cos\u00ec tanto spazio a lei e nessuno a persone, <strong>ben pi\u00f9 competenti\u00a0 di lei, altrettanto malate<\/strong>, che invece dicono esattamente il contrario e cio\u00e8 che se i farmaci sono spesso poco efficaci \u00e8 proprio perch\u00e9 sono sperimentati sugli animali?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.ponenteoggi.it\/fileadmin\/ponenteoggi\/content\/immagini\/LOGHI_AD_USO_PERSONALE\/vivisezione.jpg\" width=\"446\" height=\"325\" \/><\/p>\n<p>Ammesso e non concesso che la sperimentazione sugli animali sia utile, anche i malati dovrebbero considerare <strong>qual \u00e8 il prezzo<\/strong> in sofferenza che qualcun altro paga per loro, e se davvero la salute di una persona valga la morte, fra atroci torture, di milioni di altri esseri viventi capaci di sofferenza e consapevolezza di s\u00e9.<\/p>\n<p>Per noi, questa ragazza \u00e8 a sua volta una vittima.<strong> Vittima delle lobbies farmaceutiche<\/strong> che hanno interesse a mantenere in piedi la sperimentazione sugli animali e dei medici professori universitari che, pagati (attraverso i finanziamenti privati alle loro ricerche) dalle case farmaceutiche, non ricordano neppure agli studenti che esiste la legge 413\/93\u00a0 sull&#8217;obiezione di coscienza alla vivisezione, che esistono i metodi sostitutivi i quali\u00a0 in molti campi sono ormai accettati dai protocolli di ricerca pi\u00f9 avanzati e che in realt\u00e0 la sperimentazione sugli animali <strong>contraddice i principi basilari<\/strong> della metodologia della ricerca e della sperimentazione.<\/p>\n<p>Soprattutto per\u00f2, vogliamo protestare nei confronti delle modalit\u00e0 di <strong>un&#8217;informazione che riteniamo non rispetti il pluralismo<\/strong> delle idee, in particolare su un argomento tanto importante da aver fatto confluire al Parlamento Europeo oltre un milione di firme per<strong> &#8220;Stop vivisection&#8221;.\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Protestiamo perch\u00e9, raccontando la\u00a0 storia dolorosa della studentessa, <strong>avete suggerito una sola opinione<\/strong>, quella condizionata e condizionante diffusa dalla ragazza (nonch\u00e9 quella interessata e dogmatica dei vivisettori che suggeriscono alle sue spalle) inducendo gli ascoltatori a ritenerla unica e intoccabile.<\/p>\n<p>Mentre i fatti sono obiettivi,\u00a0 la conclusione non \u00e8 n\u00e8 obiettiva n\u00e8 completa secondo il dettato della &#8220;continenza formale&#8221;\u00a0 la quale sancisce che la responsabilit\u00e0 del giornalista non pu\u00f2 essere subordinata<strong> &#8220;ad interessi di altri&#8221;<\/strong> (della ragazza, dei vivisettori) in mancanza dell&#8217;opinione opposta, quella delle persone, medici, biologi, chimici, ricercatori che sono contrari alla vivisezione.<br \/>\nAspettiamo che tale opposta opinione venga raccolta e trasmessa nei prossimi giorni e vi suggeriamo di chiederla a una ricercatrice,<strong> Susanna Penco<\/strong>, anch&#8217;essa gravemente malata ma dichiaratamente antivivisezionista e di cui vi alleghiamo la testimonianza.<br \/>\nGrazie per l&#8217;attenzione.<br \/>\n<strong>Mariangela Corrieri, Marta Torcini e amici.<\/strong><br \/>\n\u00a0<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p><strong>LA POSIZIONE DI SUSANNA TENCO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vivisezione, No agli insulti, No alle strumentalizzazioni<\/strong><br \/>\nNo agli insulti e alle minacce, \u201cperch\u00e9 educazione e civilt\u00e0 sono valori imprescindibili\u201d, ma no anche alle \u201cstrumentalizzazioni di qualsiasi genere\u201d.<br \/>\nQuesto il commento della <strong>biologa Susanna Penco<\/strong>, ricercatrice presso il dipartimento di Medicina sperimentale dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, ma anche<strong> malata di sclerosi multipla da vent\u2019anni<\/strong>, sul caso della studentessa di Padova che si \u00e8 dichiarata \u201cviva grazie alla sperimentazione animale\u201d e perci\u00f2 \u00e8 stata offesa su Facebook.<\/p>\n<p>Il futuro, afferma Susanna Penco, \u00e8 <strong>\u201cla medicina personalizzata<\/strong>, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/susy.png?adf349\" width=\"379\" height=\"253\" \/>\u201cHo appreso \u2013 scrive la dottoressa Penco &#8211; del clamore suscitato in rete dalle affermazioni di una studentessa malata, con la quale <strong>condivido la sfortuna di non aver avuto la salute in dotazione<\/strong>. Anche io convivo con una malattia che mi ha costretta a flebo di cortisone, a terapie pesanti, a rinunciare, per esempio, a vivere un sereno Capodanno, o la vigilia di Natale (se mi devo fare una puntura che mi scatena sintomi come la peggiore delle influenze \u00e8 ovvio che me ne debba stare a casa), in quanto devo <strong>sottopormi cronicamente ad una cura fastidiosa<\/strong>, di cui alcuni lavori scientifici, tra l\u2019altro, mettono anche in dubbio l\u2019efficacia.<br \/>\n<strong>Mi sconfortano le parole offensive<\/strong> verso la studentessa, poich\u00e9 educazione e civilt\u00e0 sono valori imprescindibili. Tuttavia, contrariamente a lei, troverei umiliante per me stessa<strong> farmi fotografare con una flebo attaccata alla vena<\/strong>: pertanto metto in rete una foto in cui appaio sorridente, anche se molto spesso sono tutt\u2019altro che serena o in salute. <strong>Detesto le strumentalizzazioni di qualsiasi genere<\/strong>. Siccome sono malata mi informo, e leggo ad esempio che non ci sono ancora cure per le forme progressive di sclerosi multipla: \u00e8 un dato di fatto (fonte: AISM).\u201d<br \/>\n\u201cGrazie alle <strong>mie conoscenze scientifiche<\/strong> \u2013 prosegue la specialista\u2013 sono persuasa che, anche per le malattie pi\u00f9 agghiaccianti, ossia delle quali non si conoscono le cause e che riducono fortemente la qualit\u00e0 della vita, <strong>sia proprio la sperimentazioni sugli animali ad allontanare le soluzioni e la guarigione per i malati<\/strong>. Sono spesso malattie croniche, che costringono i pazienti e le loro famiglie ad una vita drammatica. Inoltre, le terapie sono molto costose per il SSN. Se si abbandonasse un metodo fuorviante \u2013 sottolinea la ricercatrice &#8211;\u00a0 e ci si concentrasse sull\u2019uomo, i progressi della scienza sarebbero pi\u00f9 rapidi ed efficaci: io spero risolutivi\u201d.\u00a0<br \/>\nUna via per arrivarci \u00e8 la<strong> donazione degli organi per la ricerca<\/strong>. \u201cD\u2019accordo con i miei parenti \u2013 racconta Susanna Penco &#8211; ho donato il cervello affinch\u00e9 sia studiato dopo la mia morte. Se c\u2019\u00e8 un modo di capire le cause, e di guarire anzich\u00e9 curare (guarire gioverebbe ai malati, e anche al bilancio dello Stato, della Sanit\u00e0, in definitiva dei contribuenti!), dovremmo<strong> cominciare a studiare tessuti umani e anche gli organi post mortem<\/strong>. La soluzione migliore \u00e8 sempre la<strong> prevenzione<\/strong> che, finch\u00e9 non sono note le cause, non \u00e8 attuabile.<\/p>\n<p>La dott.ssa <strong>Candida Nastrucci<\/strong>, biochimico clinico (DPhil, Universit\u00e0 di Oxford, Grant Holder Fondazione Veronesi) , aggiunge che per quanto riguarda le malattie genetiche, non \u00e8 possibile determinare quali tipi di terapie avremmo potuto sviluppare usando tessuti o cellule derivati da esseri umani o dallo stesso paziente.<strong> L\u2019uso di animali potrebbe anche aver rallentato il progresso della ricerca<\/strong> per trovare cure per malattie umane. Il futuro \u00e8 la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane\u201d.<br \/>\nPer queste ragioni negli altri Paesi<strong> si investe sui metodi alternativi<\/strong>: per esempio, il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti ha finanziato con 6 milioni di dollari un progetto rivoluzionario per la mappatura del toxoma umano, con l\u2019obiettivo di sviluppare test tossicologici per la salute umana e ridurre i test su animali\u201d.<br \/>\nInsomma, conclude la ricercatrice,\u201dnon credo che i rimedi ai mali umani stiano nello studio fatto su esseri viventi diversi da noi: e <strong>tutto questo lo vivo sulla mia pelle<\/strong>. La sperimentazione animale pu\u00f2 essere <strong>anticamera di cocenti delusioni<\/strong>. Ve ne sono molti esempi, anche riguardanti farmaci in commercio\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gentili giornalisti abbiamo seguito, al telegiornale di stamani, la vicenda della studentessa di veterinaria gravemente malata che, pubblicamente, appoggia la vivisezione. 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