{"id":4051,"date":"2013-05-19T11:12:11","date_gmt":"2013-05-19T10:12:11","guid":{"rendered":"http:\/\/restiamoanimali.wordpress.com\/?p=4051"},"modified":"2013-05-19T11:12:11","modified_gmt":"2013-05-19T10:12:11","slug":"19513-la-rivista-liberazioni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2013\/19513-la-rivista-liberazioni\/","title":{"rendered":"19\/5\/13 &#8211; La rivista Liberazioni"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size:large;\">Oggi anzich\u00e9 di un libro parliamo di una rivista. Si tratta di<a href=\"http:\/\/www.liberazioni.org\/\" target=\"_blank\"><strong> Liberazioni<\/strong><\/a>, un trimestrale attualmente al terzo anno di attivit\u00e0 e che si dichiara Rivista di critica antispecista. Questa rivista \u00e8 uno strumento prezioso per chi si muove in ambito animalista: \u00e8 uno spazio di riflessione teorica ma anche un luogo in cui vengono esaminati e discussi i comportamenti del movimento animalista e antispecista. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:large;\"><a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/copertina_liberazioni_primo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4076\" alt=\"copertina_liberazioni_primo\" src=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/copertina_liberazioni_primo.jpg?w=214\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/copertina_liberazioni_primo.jpg 250w, http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/copertina_liberazioni_primo-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a>Se dovessimo indicare la principale caratteristica di questa pubblicazione, diremmo che ha la vocazione a muoversi in un territorio di frontiera, un passo leggermente avanti rispetto alla prassi e all&#8217;elaborazione pi\u00f9 diffuse, con tutto quanto ci\u00f2 comporta: una speciale capacit\u00e0 di critica radicale, grazie alla programmatica intenzione di esplorare ci\u00f2 che la pratica e il pensiero possono offrire, ma anche il rischio di non essere compresi o d&#8217;essere troppo radicali nei giudizi. Liberazioni si muove in quella zona dell&#8217;elaborazione e dell&#8217;attivismo in cui <strong>la prospettiva della liberazione animale si unisce a quella della liberazione umana<\/strong>: \u00e8 un antispecismo politico, fortemente proteso al cambiamento. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:large;\">Prendiamo il numero pi\u00f9 recente della rivista per capire meglio qual \u00e8 la sua proposta. Le sezioni sono tre. La prima &#8211; \u201cOfficina della teoria\u201d &#8211; nel <strong>numero della primavera 2013<\/strong> ospita un saggio di Dario Martinelli intitolato \u201cLa F.I.S.S.A. e l&#8217;insostenibile leggerezza dello specismo\u201d, dove Fissa \u00e8 un acronimo inventato per indicare un&#8221;immaginaria Federazione intermnazionale per il sostegno alla superiorit\u00e0 antropica. E&#8217; un lavoro che indaga sugli icnroci fra specismo e ricerca e che avr\u00e0 una seocnda puntata in un successivo numero della rivista. Il secondo saggio \u00e8 di Antonio Volpe e si intitola \u201cUn esserci animale?\u201d, il terzo &#8211; \u201cI cani, la domesticazione e l&#8217;ego\u201d &#8211; \u00e8 di Gary Shapiro, docente di filosofia all&#8217;Universit\u00e0 di Richmond negli Stati Uniti. Uno dei pregi importanti di Liberazioni \u00e8 proprio la traduzione di contributi di pensatori e attivisti di altri paesi, con un&#8217;attenzione particolare al mondo anglosassone.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:large;\">La seconda sezione della rivista \u2013 Territori delle pratiche \u2013 \u00e8 quella pi\u00f9 legata all&#8217;attualit\u00e0 e alla discussione interna al movimento animalista. Vi compaiono analisi e commenti alle strategie dei vari soggetti attivi nel nostro paese e all&#8217;estero. La critica \u00e8 sempre argomentata, spesso puntuta, sempre proiettata verso il prossimo passo. Il mondo dell&#8217;animalismo, come \u00e8 noto, \u00e8 assai litigioso, e Liberazioni non sfugge certo alle polemiche e alle gelosie, ma <strong>difficilmente si legger\u00e0 un intervento affrettato o povero di contenuti. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:large;\">Nel numero della primavera del 2013 i tetsi compresi in questa sezione sono due: uno \u00e8 di Aldo Sottofattori &#8211; \u201cGli antispecismi e le loro pratriche\u201d &#8211; ed \u00e8 sia una risposta a un intervento di Marco Maurizi, altro protagonista dell&#8217;antispecismo italiano uscito dalla rivista tempo fa, sia una sorta di mappatura del movimento antispecista, un&#8217;entit\u00e0 in continua evoluzione. Il secondo saggio, firmato da Davide Majocchi e Marco Reggio, tocca un argomento molto delicato, ben evocato dal titolo dell&#8217;intervento: \u201cSfruttamenti etici, dagli allevamenti sostenibili alle cavie felici\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:large;\">Nella terza sezione \u2013 Tracce e attraversamenti \u2013 Adele Tiengo intervista Carol Adams, autrice statunitense che ha approfondito il legame fra oppressione delle donne e sfruttamento animale; abbiamo poi un saggio in cui Vinciane Despret, esperta di psicologia ed etologia, si domanda: \u201cSi pu\u00f2 mettere un animale in stato d&#8217;arresto?\u201d; e un intervento di Emilio Maggio sull&#8217;ultimo film di <strong>Marco Bellocchio<\/strong>, &#8220;Bella addormentata&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:large;\">Come si vede Liberazioni non teme <strong>la sfida degli argomenti difficili<\/strong>, si misura con la filosofia ma si sporca anche le mani con ci\u00f2 che concretamente avviene nel movimento animalista. Sia chiaro, non c&#8217;\u00e8 da spaventarsi: la rivista \u00e8 leggibile in tutte le sue parti, non \u00e8 affatto riservata a pochi addetti ai lavori. Anzi. A noi pare che confrontarsi con Liberazioni sia <strong>un&#8217;occasione di crescita e di apprendimento<\/strong>, anche quando manca la piena condivisione delle posizioni e delle analisi. E forse proprio questo \u00e8 il bello della sua proposta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size:large;\">Fino a pochi numeri fa Liberazioni dedicava la sua prima pagina di ogni numero al celebre testo<strong> \u201cIl grattacielo\u201d di Max Horkheimner<\/strong>, quel testo che descrive il grattacielo formato dalle classi sociali e ii conclude dicendo che\u201dQuesto edificio, la cui cantina \u00e8 un mattatoio e il sui tetto \u00e8 una cattedrale, alle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato\u201d. Da qualche numero compare un testo di <strong>Jacques Derrida, \u201cPensare la questione animale\u201d.<\/strong> La conclusione \u00e8 questa: \u201cPensare la guerra in cui siamo non \u00e8 solo un dovere a cui, volente o nolente, direttamente o indirettamente, nessuno potrebbe sottrarsi. Ora pi\u00f9 che mai. E dico pensare questa guerra perch\u00e9 credo che sia in questione proprio ci\u00f2 che chiamiamo pensare. L&#8217;animale ci guarda e noi siamo nudi davanti a lui. E pensare comincia forse proprio da qui\u201d.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi anzich\u00e9 di un libro parliamo di una rivista. Si tratta di Liberazioni, un trimestrale attualmente al terzo anno di attivit\u00e0 e che si dichiara Rivista di critica antispecista. 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