{"id":3965,"date":"2013-04-28T07:32:27","date_gmt":"2013-04-28T06:32:27","guid":{"rendered":"http:\/\/restiamoanimali.wordpress.com\/?p=3965"},"modified":"2013-04-28T07:32:27","modified_gmt":"2013-04-28T06:32:27","slug":"28413-luomo-i-libri-e-altri-animali-di-d-mainardi-e-r-ceserani","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2013\/28413-luomo-i-libri-e-altri-animali-di-d-mainardi-e-r-ceserani\/","title":{"rendered":"28\/4\/13 &#8211; &#8220;L&#8217;uomo, i libri e altri animali&#8221; di D. Mainardi e R. Ceserani"},"content":{"rendered":"<p><b>Remo Ceserani, Danilo Mainardi, L\u2019uomo, i libri e altri animali. Dialogo tra un etologo e un letterato. il Mulino, 2013<\/b><\/p>\n<p>Recensione di Camilla Lattanzi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/mainardi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3966\" alt=\"mainardi\" src=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/mainardi.jpg\" width=\"176\" height=\"286\" \/><\/a>Cos\u2019avranno da dirsi <strong>un biologo-etologo e un critico letterario<\/strong> al punto da scrivere un libro a quattro mani?<\/p>\n<p>E\u2019 in libreria \u201cL\u2019uomo i libri e altri animali\u201d di Remo Ceserani, studioso di letteratura comparata, e Danilo Mainardi, etologo, divulgatore scientifico e presidente dell\u2019Unione atei razionalisti e agnostici.<\/p>\n<p>Mainardi \u00e8 famoso per avere provato che anche <strong>le specie animali posseggono in certa misura la capacit\u00e0 tipica dell&#8217;uomo di produrre e trasmettere cultura<\/strong>, di trasferire, cio\u00e8, da un individuo ad un altro, soluzioni di problemi e innovazioni.<\/p>\n<p>Il libro \u00e8 strutturato come una successione di epistole, nelle quali i due autori duettano facendosi domande, ponendo questioni, abbozzando ipotesi o comparazioni che spaziano dall\u2019umanit\u00e0 al mondo animale facendoci capire quanto poco sappiamo degli altri abitanti di questo piccolo pianeta. Eppure tutti i grandi filoni del sapere hanno in comune l\u2019osservazione della Natura: <strong>antichi filosofi, musicisti, poeti scrittori e naturalmente scienziati di ogni genere<\/strong>. Ciononostante, la cultura umana \u00e8 talmente concentrata su un\u2019unica specie ovvero la nostra, che \u00e8 un vero piacere e uno stimolo nuovo per la mente leggere un libretto come questo, nella sua\u00a0 innovativa forma di divulgazione scientifico-letteraria, attraverso la quale gli autori <strong>ci insegnano a conoscere meglio prima di tutto noi stessi<\/strong>.<\/p>\n<p>Il libro spiega molto bene qual \u00e8 la differenza tra un letterato e uno scienziato:<strong> all\u2019umanista interessa solo la cultura, forse sarebbe meglio dire la storia culturale, della specie umana.<\/strong> Lo studioso di biologia invece ha uno sguardo che si allontata di 4 milioni di anni, momento in cui le prime forme di vita sono apparse sul nostro pianeta, e la sua attenzione si concentra sul gioco sempre meno misterioso ma ancora largamente sconosciuto dell\u2019evoluzione, della differenziazione e della complicazione di queste forme di vita, con il loro rigoglio, le crisi, gli equilibri e gli squilibri, le estinzioni le nuove comparse e i mescolamenti.<\/p>\n<p>In questa storia<strong> la specie umana non \u00e8 mai la protagonista assoluta<\/strong> ma solo una specie tra le tante, che sta facendo la sua breve comparsata come tante altre hanno fatto prima di lui.<\/p>\n<p>Nel testo si affrontano i massimi sistemi ponendo grandi domande su comunicazione, cultura,\u00a0 paure, aggressivit\u00e0 e violenza.<\/p>\n<p>Ma si sta anche nel micro, per esempio ci si chiede se il canto degli uccelli sia solo funzionale o anche esteticamente consapevole e compiaciuto, si scopre che i pesci hanno rapporti di vicinato, che i delfini si chiamano per nome, che i colombi viaggiano per chilometri e chilometri collegando la posizione delle costellazioni con il momento dell\u2019anno e del giorno in cui compiono l\u2019impresa.<\/p>\n<p>Leggendo di\u00a0 queste imprese<strong> ci si sente un po\u2019 ridicoli a separare la specie umana dal resto del mondo biologico.<\/strong><\/p>\n<p>Infine si parla <strong>di libri, di tanti libri,<\/strong> da Umberto Eco a Eben Eibensfeld, da Bauman a De Waal, da Freud a Fukuiama, dal Manifesto del Partito Comunista al Manifesto per la coscienza degli animali. E si parla di libri perch\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 l\u2019animale pi\u00f9 culturale di tutti, quello pi\u00f9 specializzato a livello della sua biologia, per produrre cultura. I suoi prodotti culturali quindi non sono qualcosa di scisso dalla sua biologia, ma un\u2019espansione, una parte staccata ma non indipendente del suo fenotipo comportamentale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>buona lettura!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Remo Ceserani, Danilo Mainardi, L\u2019uomo, i libri e altri animali. Dialogo tra un etologo e un letterato. il Mulino, 2013 Recensione di Camilla Lattanzi &nbsp; Cos\u2019avranno da dirsi un biologo-etologo e un critico letterario al punto da scrivere un libro a quattro mani? 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