{"id":3217,"date":"2013-01-28T23:12:45","date_gmt":"2013-01-28T22:12:45","guid":{"rendered":"http:\/\/restiamoanimali.wordpress.com\/?p=3217"},"modified":"2013-01-28T23:12:45","modified_gmt":"2013-01-28T22:12:45","slug":"28113-il-mio-digiuno-la-forza-dellimmedesimazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2013\/28113-il-mio-digiuno-la-forza-dellimmedesimazione\/","title":{"rendered":"28\/1\/13 &#8211; Il mio digiuno: la forza dell&#8217;immedesimazione"},"content":{"rendered":"<p>Non ho mai vissuto con un cane ma nella<strong> lotta antirazzista<\/strong> ho imparato che ci sono\u00a0 modi molto efficaci per comprendere il reale stato delle cose: <strong>l&#8217;immedesimazione<\/strong>, la <strong>sostituzione<\/strong> di concetti malnoti con altri pi\u00f9 familiari. Per dire: basta sostituire il termine ebrei al vocabolo rom per capire quanto siano odiosi e violenti <strong>la propaganda e i pregiudizi<\/strong> che colpiscono il popolo rom (si parla con disinvoltura di emergenza rom, di rom che rubano, di rom inconciliabili con la nostra societ\u00e0 e cos\u00ec via, ma non si potrebbe mai parlare, nel discorso pubblico, di emergenza ebrei, di ebrei inassimilabili, dediti al malaffare e via dicendo,\u00a0 almeno non dopo la Shoah).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/restiamoanimali.files.wordpress.com\/2013\/01\/2013-01-28-13-15-14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3219\" alt=\"2013-01-28 13.15.14\" src=\"http:\/\/restiamoanimali.files.wordpress.com\/2013\/01\/2013-01-28-13-15-14.jpg?w=225\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/2013-01-28-13-15-14.jpg 360w, http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/2013-01-28-13-15-14-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><strong>L&#8217;immedesimazione<\/strong> \u00e8 uno strumento di conoscenza altrettanto potente. Quando si parla di cittadinanza delle persone che vengono da fuori, o dell&#8217;invio di mezzi militari a sorvegliare le coste o dell&#8217;ecatombe in atto da anni e anni nel Mediterraneo nell&#8217;indifferenza generale, basta provare a calarsi nella parte di chi si trova sul lato opposto al nostro rispetto alla fasulla <strong>linea di demarcazione noi\/loro<\/strong> tracciata da chi detiene il potere, per capire di fronte a quali aberrazioni ci troviamo, <strong>fuori da ogni retorica e condizionamento<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00a0<br \/>\nLo stesso procedimento pu\u00f2 essere seguito<strong> con gli animali non umani<\/strong>, grazie alle conosceneze dirette e di etologie che permettonosuperare la barriera di specie. Penso ai miei gatti, ai cani che conosco pur non avendo mai convissuto con loro, e provo a pensare che cosa voglia dire vivere ore e ore, giornate intere, <strong>in una gabbia o legati a una catena<\/strong> che impedisce ogni movimento, se non in uno spazio angusto. E&#8217; una forma di tortura che gli stessi umani &#8220;padroni&#8221; dei singoli individui soggetti a questa forma di repressione, forse nemmeno percepiscono a fondo.<br \/>\nVivere con un animale, per noi umani, comporta un insieme <strong>di impegni e di doveri<\/strong> che hanno bisogno d&#8217;essere continuamente aggiornati, perch\u00e9 la relazione fra umani e non umani cambia nel tempo, con una <strong>progressiva contenzione del rapporto di dominio<\/strong> che abbiamo ereditato dal passato.<br \/>\nCe lo mostra bene la legislazione, che contempla, rispetto a venti-trenta anni fa, per non andare pi\u00f9 indietro nel tempo, una <strong>progressiva estensione delle tutele<\/strong> e dei riconoscimenti per gli animali non umani. Tutti noi animalisti citiamo il Trattato di Lisbona e la nozione di &#8220;esseri senzienti&#8221;\u00a0 che contiene.<br \/>\nL&#8217;apparato normativo \u00e8 per alcuni aspetti\u00a0 pi\u00f9 avanti della sensibilit\u00e0 diffusa, ma per altri aspetti molto pi\u00f9 indietro. Basti pensare alla <strong>caccia e alla vivisezione<\/strong>, ormai invisi a larga parte della popolazione ma permessi e addirittura incoraggiati dalle leggi vigenti. E gli stessi<strong> allevamenti intensivi<\/strong>, a ben vedere, sono\u00a0 da mettere nel mirino dei cambiamenti normativi da introdurre a breve termine, vista la scarsa popolarit\u00e0 di cui godono nonostante la loro invisibilit\u00e0 e la potente <strong>propaganda carnista<\/strong> in atto nella nostra societ\u00e0.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/restiamoanimali.files.wordpress.com\/2013\/01\/digiuno2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3216\" alt=\"digiuno\" src=\"http:\/\/restiamoanimali.files.wordpress.com\/2013\/01\/digiuno2.jpg?w=225\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a>La\u00a0<a href=\"http:\/\/scatenarediritti.blogspot.it\/\" target=\"_blank\"> battaglia di <strong>Davide Battistini<\/strong>\u00a0 <\/a>per una normativa che escluda &#8211; salvo circoscritte eccezioni &#8211;\u00a0 la possibilit\u00e0 di tenere i cani alla catena, si inscrive fra le lotte che possono condurre a miglioramenti normativi immediati nell&#8217;ambito di quella<strong> grande corrente di cambiamento<\/strong> che sta portando a dei passi avanti verso la liberazione animale (che \u00e8 un aspetto non secondario della stessa liberazione umana).<br \/>\nIl digiuno di Davide merita d&#8217;essere sostenuto e il suo coraggioso impegno deve avere tutta la nostra ammirazione. Qualcuno pensa che la sua sia <strong>una lotta troppo dura e faticosa<\/strong> rispetto all&#8217;obiettivo che si \u00e8 prefissato, ma non \u00e8 cos\u00ec, se si pensa &#8211; ecco l&#8217;immedesimazione &#8211; alla sorte inflitta a ciascuno dei cani oggi in catene e al messaggio che sar\u00e0 mandato a tutti i cittadini una volta che la battaglia contro le catene sar\u00e0 vinta. <strong>Altre battaglie verranno<\/strong>, per obiettivi anche pi\u00f9 ampi di quello indicato da Davide, e altre persone si uniranno. La convinzione che Davide sta mostrando \u00e8 quindi degna della massima attenzione e merita\u00a0 d&#8217;essere presa <strong>come esempio<\/strong>.<br \/>\nLe mie 24 ore senza cibo sono state un&#8217;esperienza molto istruttiva. Compiere un piccolo gesto del genere, spinge a <strong>riflettere un po&#8217; pi\u00f9 del normale<\/strong>, a badare di pi\u00f9 ai propri intimi convincimenti e all&#8217;importanza di farsi ispirare da questi convincimenti nei comportamenti quotidiani. Qualcosa del genere insegnava ai suoi tempi<strong> Gandhi<\/strong>, che ha praticato il digiuno sia come forma di lotta nonviolenta sia come personale tecnica di\u00a0 disciplina e autoformazione.<br \/>\nLa lotta di Davide \u00e8 anche la nostra lotta, si aggiunge a molte altre in corso e tutte insieme appartengono alla famiglia del <strong>progresso dei viventi. <\/strong>Abbiamo ancora molti cambiamenti da fare, e con urgenza, per dare un futuro a\u00a0 noi stessi e a chi verr\u00e0 dopo di noi.<br \/>\n<strong>Forza Davide. Restiamo animali!<\/strong><\/p>\n<p><em>Lorenzo Guadagnucci<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ho mai vissuto con un cane ma nella lotta antirazzista ho imparato che ci sono\u00a0 modi molto efficaci per comprendere il reale stato delle cose: l&#8217;immedesimazione, la sostituzione di concetti malnoti con altri pi\u00f9 familiari. 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