{"id":3182,"date":"2013-01-27T10:41:58","date_gmt":"2013-01-27T09:41:58","guid":{"rendered":"http:\/\/restiamoanimali.wordpress.com\/?p=3182"},"modified":"2013-01-27T10:41:58","modified_gmt":"2013-01-27T09:41:58","slug":"27113-stop-agli-animali-nello-spazio-e-gli-astronauti-vegan","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2013\/27113-stop-agli-animali-nello-spazio-e-gli-astronauti-vegan\/","title":{"rendered":"27\/1\/13 &#8211; Stop agli animali nello spazio e gli astronauti vegan"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>A cura di Valentina Reggioli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>In principio fu <strong>l&#8217;Unione sovietica con la piccola Laika<\/strong>. E poi sono venuti innumerevoli altri animali, sacrificati alle ambizioni spaziali di questo e quello stato. Ma ora, forse, qualcosa sta cambiando.<\/p>\n<p>Dicevamo di Laika, il cane che rincorse le stelle a bordo dello Sputnik \u2013 era la prima impresa spaziale dell&#8217;Unione sovietica, anno 1957 \u2013 ma che avrebbe di molto preferito<strong> continuare a rincorrere gatti e ciclisti<\/strong> per le strade di Mosca, se avesse potuto decidere lei.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/restiamoanimali.files.wordpress.com\/2013\/01\/laika-spazio-cane-kudryavka-cosmonauta.jpg?w=300\" width=\"320\" height=\"240\" \/>Ma Laika non era un cane qualsiasi. Laika, la bastardina arruolata dagli <strong>accalappiacani di Kruscev<\/strong> nei vicoli di Mosca per essere la prima creatura vivente spedita in orbita, non mor\u00ec la morte indolore nello spazio dopo una settimana di orbite, che la propaganda ci aveva raccontato allora, ma una morte orrenda e struggente, inscatolata nel minuscolo<strong> Sputnik<\/strong>, poche ore dopo il lancio. Il suo cuore di cane fu schiantato dal panico e dalla solitudine incomprensibile.<br \/>\nIl dottor <strong>Dimitri Malashenkov<\/strong>, lo specialista che la segu\u00ec, ha raccontato di recente a un congresso di medicina spaziale a Houston, le ultime ore di Laika. <strong>L&#8217;elettrocardiografia<\/strong> seguita via radio segn\u00f2 un aumento parossistico delle pulsazioni quando i motori s&#8217;accesero e il missile cominci\u00f2 a vibrare sollevandosi dalla piazzola, qualcosa che la cagnetta non aveva mai provato prima.<\/p>\n<p>Raggiunta la velocit\u00e0 orbitale, il ventilatore, secondo i leggendari standard del controllo di qualit\u00e0 sovietica, naturalmente non funzion\u00f2 e la temperatura nella trappola spaziale cominci\u00f2 a oscillare tra il caldo e il freddo estremi.\u2028\u2028<strong>Il suo cuore di cane prese a battere irregolarmente<\/strong>, fibrillando quando l&#8217;assenza di peso rallent\u00f2 di colpo le pulsazioni e alla quarta orbita, dopo 5 ore di tormento, il tracciato divenne misericordiosamente piatto.<\/p>\n<p>Forse fu<strong> la temperatura a ucciderla<\/strong>, o l&#8217;umidit\u00e0 che si era accumulata nel suo ansimare dentro quello spazio, o l&#8217;anidride carbonica che i filtri nella capsula avrebbero dovuto ripulire, ma che, probabilmente, non funzionarono a dovere. Il dottore non \u00e8 sicuro.\u2028\u2028Ma chiunque conosca un cane e abbia visto gli occhi di Laika mentre la insaccano dentro la sua gabbia, sa di che cosa \u00e8 morta quella cagnetta, \u00e8 morta di paura e di solitudine.<br \/>\nMa prima di lanciare nello spazio un essere umano, <strong>diversi animali sono stati spediti in orbita<\/strong> per aprire la strada alle successive avventure di esplorazione dell&#8217;uomo. Questi veri e propri pionieri, incluse numerose scimmie, hanno silenziosamente servito la propria nazione con l&#8217;obiettivo di investigare gli effetti biologici di un viaggio spaziale.<br \/>\nGli Stati Uniti preferirono utilizzare delle<strong> scimmie<\/strong> per le loro missioni e lanciarono numerosi voli principalmente fra il 1948 ed il 1961, preparando la strada per le successive missioni con astronauti umani a bordo. Complessivamente un totale di 32 scimmie presero parte al programma spaziale Usa. Numerose scimmie di riserva affrontarono il programma di addestramento, senza mai volare.<\/p>\n<p>Ultima in ordine di tempo la preparazione della Nasa ad una missione su Marte. Si erano scelte 30 scimmie scoiattolo da sottoporre ad una serie di test per conoscere in anticipo gli effetti che le radiazioni, durante l\u2019esposizione nel <strong>viaggio verso Mart<\/strong>e, possono procurare al cervello umano.<br \/>\nPer fortuna, dopo una campagna di un anno, l\u2019associazione americana <strong>PCRM<\/strong> (Physiciana Committee for Responsable Medicine, che promuove ricerca clinica, medicina preventiva e non condivide le sperimentazioni su animali) \u2013 che nel novembre 2009 aveva presentato una petizione affinch\u00e8 il governo federale bloccasse questi esperimenti che <strong>contrastavano le stesse leggi federali sul benessere degli animal<\/strong>i \u2013 ha reso noto il comunicato ricevuto dal Brookhaven National Laboratory, il laboratorio dove le scimmie venivano bombardate per poi essere trasferiti al McLean Hospital, per le fasi successive del progetto.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" alt=\"\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/8\/88\/Astronaut-EVA.jpg\/220px-Astronaut-EVA.jpg\" width=\"220\" height=\"220\" \/>La Nasa ha annullato tutti gli esperimenti<\/strong> a cui dovevano essere sottoposte le scimmie per questioni scientifiche ed etiche. \u201cBombardare di radizioni le scimmie vive \u00e8 crudele e inutile dal punto di vista scientifico \u2013 afferma il dott. John J. Pippin, consigliere medico-scientifico del PCRM -. Sono lieto che il Dipartimento dell\u2019Energia abbia annullato questi esperimenti errati\u201d.<br \/>\nCon il finanziamento del Dipartimento dell\u2019Energia Usa, le scimmie, infatti, sarebbero state colpite da basse dosi di radiazioni con immense sofferenze successive alle esposizioni, causa anche di tumori mortali, e studiati dai ricercatori. In particolare bisognava tenere in considerazione <strong>le reazioni del sistema nervoso centrale<\/strong> e i cambiamenti del comportamento nel corso del lungo periodo.<\/p>\n<p>Questi primati, molto intelligenti e dotati di <strong>un\u2019alta capacit\u00e0 di socializzazione<\/strong>, sarebbero stati poi confinati in solitudine in gabbie di metallo per almeno 4 anni e sarebbero stati tenuti ogni giorno in apparecchi di contenzione.<br \/>\n\u201cPeccato\u201d che ogni specie sia <strong>biologicamente diversa dalle altre<\/strong>, per cui i risultati dalle sperimentazioni effettuate sulle scimmie non sarebbero stati utilizzabili per l\u2019uomo. \u201cPeccato\u201d pure che anni e anni di esperimenti di irradiazioni sulle scimmie non\u00a0 abbiano prodotto<strong> niente di utile<\/strong> per i programmi spaziali!<\/p>\n<p>Ora, finalmente,<strong> la Nasa sta rivedendo i progetti di ricerca sui voli spaziali<\/strong> con persone a bordo. Secondo il dott. Pippin, gli 1,75 milioni di dollari spesi per questi esperimenti sarebbero stati pi\u00f9 adatti alla ricerca di metodi relativi agli esseri umani. Studi in corso finanziati dalla Nasa e dal Dipartimento dell\u2019Energia usano <strong>metodi senza animali<\/strong> per stabilire gli effetti delle radiazioni sull\u2019uomo cos\u00ec come sono numerosissimi i dati provenienti da decenni di voli spaziali umani.<br \/>\nMa, sempre dagli studi Nasa per le spedizioni su Marte, arriva una <strong>OTTIMA notizia<\/strong>.<br \/>\nUn team coordinato dalla scienziata Maya Cooper (ricercatrice presso la Lockheed Martin e capo del progetto per il nuovo menu vegan) dovr\u00e0 definire un menu che andr\u00e0 ad alimentare 6-8 astronauti i quali rimarranno in missione per due anni e mezzo (sei mesi di viaggio verso Marte, 18 mesi di permanenza sul pianeta rosso, e altri sei mesi di viaggio di ritorno verso la Terra)<\/p>\n<p>Circa <strong>100 ricette vegane<\/strong> sono state selezionate, in base alla loro adattabilit\u00e0 alla realizzazione nello spazio, dopo la consultazione di numerosi libri di cucina vegan.\u2028Verranno poi preparate e successivamente liofilizzate, garantendo cos\u00ec alle porzioni una durata minima stimata in 2 anni.<\/p>\n<p>La squadra di Cooper ha perci\u00f2 scaricato carne, uova e latte considerando che sono troppo difficili da utilizzare in un viaggio cos\u00ec lungo.\u2028\u2028Il menu deve non solo essere sano e nutriente, ma fornire abbastanza variet\u00e0 e sapore.\u2028 Comprende cibo come<strong> tofu e noci<\/strong>, la classica pizza al pomodoro e la <strong>&#8216;thai pizza&#8217;<\/strong> una pizza thailandese che non ha il formaggio, ma \u00e8 farcita con carote, peperoni rossi, funghi, scalogno, arachidi e una salsa piccante fatta in casa.<\/p>\n<p>I ricercatori stanno anche lavorando sul concetto di una <strong>&#8220;serra marziana &#8221; &#8211; un \u201cgiardino idroponico\u201d<\/strong> &#8211; , che permetterebbe agli astronauti di coltivare le verdure per preparare i pasti essi stessi cucinare.<\/p>\n<p>&#8220;Questo menu \u00e8 vantaggioso in quanto permette agli astronauti di avere effettivamente le<strong> piante vive<\/strong> che stanno crescendo&#8221;, dice Maya Cooper. &#8220;Ha un ottimale apporto di nutrienti a base di frutta e verdura fresca\u201d.<br \/>\nE a noi piace anche perch\u00e9 poi i medici di tutto il mondo <strong>non potranno pi\u00f9 dire che la dieta vegan non \u00e8 completa.<\/strong> Se riescono a sfamare dei marcantoni per due anni!!!!!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Valentina Reggioli In principio fu l&#8217;Unione sovietica con la piccola Laika. 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