{"id":2530,"date":"2012-11-25T12:00:20","date_gmt":"2012-11-25T11:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/restiamoanimali.wordpress.com\/?p=2530"},"modified":"2012-11-25T12:00:20","modified_gmt":"2012-11-25T11:00:20","slug":"25112012-perle-agli-umani-la-collina-dei-conigli-dylan-dog-n-263","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2012\/25112012-perle-agli-umani-la-collina-dei-conigli-dylan-dog-n-263\/","title":{"rendered":"25\/11\/2012 &#8211; Perle agli Umani: La collina dei conigli, Dylan Dog n. 263"},"content":{"rendered":"<p><b>Recensione di Valentina Reggioli<br \/>\n<\/b><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/restiamoanimali.files.wordpress.com\/2012\/11\/dyl_263.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2531\" title=\"dyl_263\" alt=\"\" src=\"http:\/\/restiamoanimali.files.wordpress.com\/2012\/11\/dyl_263.jpg?w=227\" height=\"300\" width=\"227\" srcset=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/dyl_263.jpg 381w, http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/dyl_263-227x300.jpg 227w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/a>Stavolta parliamo di un fumetto di culto, pubblicato dalla casa editrice del compianto Sergio Bonelli.<\/p>\n<p>Mi riferisco a <strong>Dylan Dog<\/strong>, noto anche come &#8220;l&#8217;indagatore dell&#8217;incubo&#8221; ideato da Tiziano Sclavi, che esce per la prima volta in edicola nell\u2019Ottobre del 1986 con l\u2019albo \u201cL\u2019alba dei morti viventi\u201d (coi disegni di da Angelo Stano)<\/p>\n<p>Ex agente di Scotland Yard, Dylan Dog \u00e8<strong> vegetariano e animalista<\/strong> per cui tutte le estati si schiera in prima linea contro gli abbandoni di cani e gatti. Per vivere fa l\u2019indagatore dell\u2019incubo; viene cio\u00e8 ingaggiato da clienti che si trovino alle prese con dei mostri. La cosa bella, o brutta, del fumetto \u00e8 che non si tratta soltanto di zombie e licantropi ma anche di mostri ben pi\u00f9 terreni e reali.<\/p>\n<p>Un numero particolarmente importante per noi \u00e8 il <strong>263<\/strong>, uscito nell\u2019agosto 2008 che si intitola \u201cLa collina dei conigli\u201d. Ci \u00e8 particolarmente caro perch\u00e9 \u00e8 dedicato al tema della vivisezione pur affrontandolo con il pathos tipico di questo meraviglioso fumetto.<\/p>\n<p>Dylan Dog \u00e8 chiamato da un gruppo di abitanti della campagna inglese spaventati dal ritrovamento di animali selvatici sbranati non si sa bene da cosa e dai \u201clamenti\u201d che si sentono durante la notte.<\/p>\n<p>Ci vuol poco a capire che i responsabili delle aggressioni sono un gruppo di <strong>migliaia di conigli-zombie<\/strong> che si cibano di tutto quello che si trovano a portata di mano, dalle volpi alle persone. Dylan viene morso da uno di questi esseri e si ritrova in un sogno-incubo nel quale la realt\u00e0 \u00e8 capovolta. Nel sogno, che dura 5 pagine, le uniche a sfondo nero di tutto l\u2019albo, Dylan \u00e8 rinchiuso in una gabbia di acciaio assieme a centinaia di esseri umani, nudi ed ammassati. Sono piccoli piccoli contro due \u201cscienziati\u201d in camice bianco che, appena si girano, si capisce essere due conigli.<\/p>\n<p><strong>La vivisezione \u00e8 cos\u00ec raccontata tramite lo strumento dell\u2019immedesimazione<\/strong>. Uno dei due \u201cscienziati\u201d prende la \u201ccavia\u201d e gli inietta un farmaco nel collo per poi metterlo in una trappola di contenimento che gli isola la testa dal resto del corpo. Oltre alla disperazione del non potersi muovere, viene enfatizzato anche l\u2019aspetto emotivo del ritrovarsi accanto al compagno Groucho, anche lui nelle stesse condizioni, entrambi senza scampo.<\/p>\n<p>Nel seguito <strong>si parla esplicitamente di vivisezione<\/strong>: un sopravvissuto ai conigli mannari racconta di essere stato in passato un dipendente di un laboratorio di ricerche sugli animali proprio nella collina dei conigli: \u201cil posto ideale \u2013 spiega &#8211; in cui nessun ambientalista sarebbe venuto a ficcare il naso\u201d.<\/p>\n<p>Si scopre cos\u00ec che i conigli mannari sono quegli animali che, scarti della vivisezione, venivano sepolti ancora vivi per far risparmiare agli sperimentatori soldi e tempo. Sono tornati per vendicarsi dei loro aguzzini.<\/p>\n<p>L\u2019invasione cessa quando l\u2019ultimo sperimentatore, colpito dai rimorsi, decide di farla finita. I conigli spariscono, tornando da dove erano venuti.<\/p>\n<p>La storia finisce con Dylan Dog che scrive sul suo diario: \u201ca volte sogno che mi aprono il cervello&#8230; il perch\u00e9 non lo so, ma \u00e8 un test, e dicono che questo giustifica tutto\u2026 in un altro sogno mi procurano ustioni per testare farmaci&#8230; ma il vero incubo arriva al risveglio, quando il sogno svanisce e la paura rimane. E forse non \u00e8 nemmeno la paura la cosa peggiore, ma <strong>la rabbia tremenda che mi invade le viscere<\/strong> come se volesse farmi esplodere\u201d.<\/p>\n<p>Credo che la forza di questa storia consista proprio nel fatto che obblighi il lettore a calarsi nei panni dell\u2019animale da laboratorio. Cos\u00ec facendo insinua nella sua mente l\u2019idea che l\u2019animale<strong> non \u00e8 una macchina creata per i nostri interessi<\/strong> ma un essere capace di provare non solo dolore fisico ma angoscia e paura. E che la questione del benessere della \u201ccavia\u201d non possa essere risolta con gabbie pi\u00f9 grandi e con un po\u2019 di anestetico in pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione di Valentina Reggioli Stavolta parliamo di un fumetto di culto, pubblicato dalla casa editrice del compianto Sergio Bonelli. 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