{"id":1867,"date":"2012-08-31T08:49:33","date_gmt":"2012-08-31T07:49:33","guid":{"rendered":"http:\/\/restiamoanimali.wordpress.com\/?p=1867"},"modified":"2012-08-31T08:49:33","modified_gmt":"2012-08-31T07:49:33","slug":"30082012-news-sparito-in-trentanni-il-52-degli-uccelli-colpa-dellagricoltura-intensiva","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2012\/30082012-news-sparito-in-trentanni-il-52-degli-uccelli-colpa-dellagricoltura-intensiva\/","title":{"rendered":"30\/08\/2012 &#8211; News: Sparito in trent\u2019anni il 52% degli uccelli. Colpa dell\u2019agricoltura intensiva"},"content":{"rendered":"<p>da: <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2012\/08\/12\/lipu-sparito-in-trent%E2%80%99anni-52-degli-uccelli-colpa-dell%E2%80%99agricoltura\/324466\/http:\/\/\">Il Fatto quotidiano<\/a><\/p>\n<p>Metodi di coltivazione intensivi e uso smodato di fertilizzanti hanno causato la mor\u00eca dei volatili. Una realt\u00e0 drammatica che ha provocato il calo della biodiversit\u00e0 in Europa e che ha spazzato via siepi, alberi e tutto ci\u00f2 che permetteva loro di nutrirsi, nidificare e riprodursi. In poco pi\u00f9 di trent\u2019anni nelle aree agricole dell\u2019Unione europea i volatili sono calati del 52%. Dal 1980 ad oggi, infatti, ben 300 milioni di uccelli selvatici sono letteralmente spariti. Colpa dei metodi di coltivazione insostenibili per la natura, accusa Lipu-BirdLife Italia. Che, sulla base dei clamorosi dati raccolti dal Farmland Bird Index (Fbi), avverte: \u201cL\u2019agricoltura intensiva distrugge il paesaggio e fa scomparire gli animali\u201d. Un problema che rischia di andare fuori controllo. L\u2019inquietante moria di volatili \u00e8 infatti un indicatore degli effetti che l\u2019abuso di sostanze chimiche sta avendo sull\u2019intera biodiversit\u00e0. Urge un ripensamento della Politica agricola comune (Pac), secondo Lipu, per \u201cpremiare gli agricoltori che riducono l\u2019uso di acqua, pesticidi e nitrati\u201d. Esattamente il contrario di quanto fatto negli ultimi decenni. Metodi di coltivazione intensivi e uso smodato di fertilizzanti e diserbanti. Ma anche stravolgimenti del paesaggio rurale. \u00c8 quanto sta alla base dell\u2019allarmante calo di biodiversit\u00e0 nelle zone agricole europee. Piante, insetti, ma soprattutto uccelli selvatici: su 37 specie considerate, ben 22 sono in diminuzione. Questi animali, a differenza del passato, non possono pi\u00f9 convivere con l\u2019agricoltura. Oltre al massiccio uso di composti chimici per massimizzare le produzioni, infatti, i metodi agricoli intensivi hanno spazzato via siepi, alberi e tutto ci\u00f2 che permetteva ai volatili europei di nutrirsi, nidificare e riprodursi. \u201cLa politica agricola comune ha favorito metodi di agricoltura intensiva nelle zone pi\u00f9 fertili, come le pianure, mentre ha ignorato le zone agricole marginali, come le praterie montane\u201d, spiega Patrizia Rossi, responsabile del settore agricoltura Lipu. Una scelta deliberata, che ha portato ad effetti estremi: se da una parte si \u00e8 avuta un\u2019impennata della produzione (e dello spreco) di cibo, dall\u2019altra si sono compromessi interi ecosistemi. \u201cGli uccelli sono un indicatore dell\u2019intera biodiversit\u00e0, generalmente utilizzato dalla stessa Unione europea. \u00c8 infatti molto pi\u00f9 complicato, ad esempio, andare a fare un censimento degli invertebrati\u201d. Se mancano dati precisi a livello europeo su quello che succede alle farfalle o ai coleotteri, dunque, lo stesso non vale per gli uccelli. Che, essendo di solito in cima alle catene alimentari, quando calano lo fanno perch\u00e9 non trovano di che nutrirsi. E non riguarda solo gli animali, ma anche le specie vegetali: \u201cCe ne sono alcune che, nella pianura padana, ormai si trovano solo sugli argini dei canali \u2013 spiega l\u2019esperta di biodiversit\u00e0 \u2013 perch\u00e9 sono gli unici punti in cui non vengono dati diserbanti e dove il terreno non viene arato in continuazione\u201d. Un problema di inquinamento, ma anche di salvaguardia dei beni comuni. Come l\u2019acqua, utilizzata in agricoltura pi\u00f9 di quanto non si faccia per usi civili o industriali (circa il 40% del totale). \u201cSe andiamo a guardare, vediamo che le falde sono inquinate e che i fiumi sono prosciugati da un eccessivo prelevamento per le irrigazioni\u201d, sottolinea Rossi: \u201cCome nella stessa pianura padana, dove le estese coltivazioni di mais hanno bisogno di enormi quantitativi di acqua\u201d. Urgono cambi di direzione, secondo l\u2019associazione ambientalista, e il momento \u00e8 quello giusto: proprio in queste settimane l\u2019Ue sta discutendo della riforma della Pac, che da sola rappresenta quasi la met\u00e0 del bilancio dell\u2019Unione e decide come distribuire gli incentivi agli agricoltori. Sussidi pubblici che per Lipu dovrebbero andare a favorire chi tutela i beni comuni come l\u2019ambiente e l\u2019acqua, non chi ottiene gi\u00e0 sufficienti guadagni con metodi di coltivazione intensivi che permettono di piazzare grandi quantit\u00e0 di prodotti sul mercato. \u201cQuello che proponiamo, e che \u00e8 stato solo parzialmente preso in considerazione, \u00e8 di distribuire i sussidi sulla base dei servizi ambientali che i contadini sono in grado di fornire\u201d, spiega la responsabile agricoltura Lipu: \u201cSe un agricoltore non inquina le acque, ripianta le siepi e lascia un po\u2019 di spazio alla natura, \u00e8 giusto che venga ricompensato con i soldi pubblici. Se invece utilizza metodi di agricoltura intensivi, con un massiccio uso di pesticidi e diserbanti, e per questo riesce a stare tranquillamente sul mercato, non ha bisogno di incentivi pubblici. In sostanza \u2013 conclude Patrizia Rossi \u2013 noi chiediamo che soprattutto in momenti di crisi come questo i soldi pubblici vengano utilizzati per tutelare i beni pubblici\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da: Il Fatto quotidiano Metodi di coltivazione intensivi e uso smodato di fertilizzanti hanno causato la mor\u00eca dei volatili. Una realt\u00e0 drammatica che ha provocato il calo della biodiversit\u00e0 in Europa e che ha spazzato via siepi, alberi e tutto ci\u00f2 che permetteva loro di nutrirsi, nidificare e riprodursi. 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