{"id":1726,"date":"2012-08-02T10:38:33","date_gmt":"2012-08-02T09:38:33","guid":{"rendered":"http:\/\/restiamoanimali.wordpress.com\/?p=1726"},"modified":"2012-08-02T10:38:33","modified_gmt":"2012-08-02T09:38:33","slug":"282012-paul-watson-stavano-per-consegnarmi-al-giappone","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2012\/282012-paul-watson-stavano-per-consegnarmi-al-giappone\/","title":{"rendered":"2\/8\/2012 &#8211; Paul Watson: &#8220;Stavano per consegnarmi al Giappone&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/a407.idata.over-blog.com\/4\/18\/24\/38\/BRIGITTE-BARDOT\/BB-et-Paul-Watson.jpg\" class=\"alignright\" width=\"385\" height=\"289\" \/>Il capitano Paul Watson, dal suo rifugio segreto in cui si trova da qualche giorno, <strong>ha mandato ai suoi sostenitori il messaggio riportato sotto<\/strong>, che riprendiamo dal sito di Sea Shephered Italia. Watson accusa esplicitamente i governi di Germania e Giappone per avere tentato di arrestarlo. Watson spiega anche di aver saputo per tempo, grazie a un&#8217;informazione riservata, che <strong>l&#8217;estradizione stava per essere concessa<\/strong> e di avere quindi deciso di fuggire. Cristina Giusti, responsabile dei rapporti con i media, nell&#8217;intervista radiofonica ha invitato tutti i simpatizzanti a seguire le novit\u00e0 attraverso il sito.<\/p>\n<p><strong>Brigitte Bardot<\/strong>, amica personale e sostenitrice di Paul Watson, ha rilasciato una dichiarazione nella quale si dichiara incredula per le notizie riguardanti la disponibilit\u00e0 dlela Germania a concedere l&#8217;estradizione di Watson. &#8220;<strong>E&#8217; un&#8217;ingiustizia totale<\/strong>&#8220;, ha detto, &#8220;quest&#8217;uomo che non ha fatto che del bene, straordinariamente devoto alla causa della vita negli spazi marini, viene trattato come un criminale. Vergogna alla Costa Rica, vergogna alla Germania che si rende complice di assassinio per procura&#8221;.<\/p>\n<blockquote><p>Ai miei amici e sostenitori,<\/p>\n<p>Mi trovo attualmente in un posto su questo pianeta dove mi sento a mio agio, un luogo sicuro, lontano dalle nazioni scaltre che hanno chiuso gli occhi di fronte allo sfruttamento dei nostri oceani.<\/p>\n<p>I membri del governo tedesco hanno dichiarato che avrei tradito la loro fiducia lasciando la Germania, mentre in realt\u00e0 loro avevano gi\u00e0 tradito la mia. I politici tedeschi avevano gi\u00e0 ragionato in termini politici prima che il tribunale tedesco prendesse una decisione, e durante il periodo in cui sono stato trattenuto in Germania, i giapponesi si sono accordati con essi per presentare un ordine di estradizione in Giappone su prove costruite ad hoc, con la collaborazione dall&#8217;ex membro dell&#8217;equipaggio di Sea Shepherd, Peter Bethune.<\/p>\n<p>Nel 2010, la nave giapponese Shonan Maru N. 2 ha deliberatamente speronato e distrutto l&#8217;Ady Gil e quasi ucciso 6 persone. Il capitano giapponese non \u00e8 stato nemmeno interrogato, i danni non sono mai stati ripagati, nessuna denuncia \u00e8 stata presentata ed il Capitano dell&#8217;Ady Gil, Peter Bethune, venne portato in Giappone, dove collabor\u00f2 per fornire prove false per la Guardia Costiera giapponese ed incolpare me per l&#8217;azione di abbordaggio, nonostante la documentazione videoregistrata in cui sconsigliavo espressamente a Bethune di salire a bordo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/static.guim.co.uk\/sys-images\/Environment\/Pix\/pictures\/2008\/01\/17\/seashepherd460.jpg\" class=\"alignleft\" width=\"460\" height=\"276\" \/>Siamo costati all&#8217;industria baleniera giapponese decine di milioni di dollari e nell&#8217;Ottobre 2011 sono stati assegnati alla cassa di guerra una trentina di milioni di dollari, sottratti ai fondi per la Ricostruzione dopo lo tsunami, appositamente per combattere Sea Shepherd. Con quei soldi hanno aumentato la sicurezza in mare, hanno presentato cause civili dinanzi ai giudici americani contro di noi, e hanno studiato dove potevamo essere pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n<p>E l&#8217;unica opportunit\u00e0 che hanno trovato \u00e8 stata quella di un vecchio incidente risalente a dieci anni prima, avvenuto in acque Guatemalteche nel 2002. Questa accusa consiste semplicemente nell&#8217;aver bloccato un peschereccio costaricano facente uso di palangari, attraverso l&#8217;uso dei cannoni ad acqua. E&#8217; stata un&#8217;azione che ha avuto luogo con il permesso del governo del Guatemala, diretta contro un&#8217;operazione illegale, interamente documentata, di shark-finning (asportazione delle pinne di squalo, nota di traduzione) che era stata filmata anche per essere inserita nel pluripremiato film documentario, &#8220;Sharkwater&#8221;. L&#8217;obiettivo era una nave che, solo un anno prima, era gi\u00e0 stata condannata per l&#8217;asportazione di pinne di squalo nelle acque della Riserva Marina del Parco Nazionale delle Galapagos, dove la nostra imbarcazione, il Sirenian, aveva contribuito alla cattura.<\/p>\n<p>Il Giappone aveva in precedenza cercato di farmi arrestare dall&#8217;Interpol per l&#8217;incidente di Bethune, ma l&#8217;Interpol aveva rifiutato la richiesta di essere inserito nella &#8220;red list&#8221;, concedendo loro solo la &#8220;blue list&#8221;, il che significa che i Paesi avrebbero potuto riferire i miei movimenti al Giappone, ma non avrebbero potuto arrestarmi.<\/p>\n<p>Nel mese di Dicembre, la Presidentessa del Costa Rica ha incontrato il Primo Ministro del Giappone. Nel Novembre 2011 mi ero recato all&#8217;Hamburg Film Festival in Germania senza essere arrestato. In Marzo ho viaggiato in Spagna ed in Francia senza incidenti. Eppure, nel Maggio del 2012, sono stato arrestato in Germania sulla base di un mandato di cattura con richiesta di estradizione del Costa Rica. E quello che ho saputo \u00e8 stato che il Costa Rica, come il Giappone, aveva chiesto un allarme all&#8217;Interpol e l&#8217;Interpol, alla fine aveva respinto la richiesta.<\/p>\n<p>La Germania, invece, un Paese senza un trattato di estradizione con il Costa Rica o il Giappone, ha deciso di fermarmi sulla base di quello che \u00e8 stato definito un accordo bilaterale con il Costa Rica. Questo, naturalmente, ha attirato l&#8217;attenzione del Giappone che ha iniziato le trattative direttamente con la Germania per la richiesta della mia estradizione. Questa richiesta del Giappone \u00e8 stata approvata dalla Germania il 23 Luglio 2012. Sono stato informato di questo da fonti attendibili il 22 Luglio.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il Costa Rica, con le prove su pellicola e con due dozzine di testimoni, ero fiducioso del fatto che avrei potuto vincere la causa contro le presunte accuse dei bracconieri delle pinne di squalo. La mia unica preoccupazione era quella che il Costa Rica avrebbe poi potuto consegnarmi al Giappone. Per quanto riguarda il Giappone, infatti, sono assolutamente certo che, una volta sotto la custodia giapponese, non sarei stato mai pi\u00f9 rilasciato.<\/p>\n<p>Questo voleva dire che, con certezza, mi rimaneva un&#8217;unica opzione: ho preso la decisione di partire subito dalla Germania.<\/p>\n<p>Trovo assurdo che, dopo tutti gli anni in cui ho condotto campagne per la protezione e la conservazione della vita marina, durante le quali non ho causato una sola ferita ad una sola persona e ho solo interferito con operazioni illegali, cos\u00ec come definite dalle leggi ambientaliste internazionali, il Giappone possa lanciare accuse contro di me dopo aver distrutto una nave da due milioni di dollari, dopo aver ferito un membro dell&#8217;equipaggio e dopo averne quasi uccisi altri cinque.<\/p>\n<p>Sono molto deluso dal comportamento del governo tedesco. Dal mio punto di vista \u00e8 ovvio che il governo tedesco abbia cospirato con il Giappone ed il Costa Rica per trattenermi, in modo che io potessi essere consegnato ai giapponesi. Per me \u00e8 chiaro che abbiano preso la decisione politica di darmi al Giappone prima ancora che la decisione fosse presa dal giudice. Tutti i cittadini tedeschi che ho incontrato erano favorevoli al mio operato. Non mi sono imbattuto in una singola critica per strada, nei tribunali, nei media o in uno qualsiasi degli eventi e presentazioni a cui ho partecipato.<\/p>\n<p>Anche la polizia e i membri del tribunale mi erano favorevoli.<\/p>\n<p>Sono molto grato per il sostegno che ho ricevuto in Germania, in particolare da parte delle fonti solidali che mi hanno fornito le informazioni sulle decisioni prese e sull&#8217;imminente decisione politica di accettare la richiesta giapponese per la mia estradizione in Giappone, non appena giunta la decisione del tribunale sulla loro scrivania.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 non si \u00e8 mai trattato del Costa Rica. Ma si \u00e8 sempre trattato del Giappone.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.csmonitor.com\/var\/ezflow_site\/storage\/images\/media\/images\/0106-sea-shepherd-japan-whaling-collision\/7182451-1-eng-US\/0106-sea-shepherd-japan-whaling-collision_full_600.jpg\" class=\"alignright\" width=\"600\" height=\"400\" \/>Abbiamo affrontato le baleniere giapponesi per otto stagioni e li abbiamo umiliati in mare, ma soprattutto abbiamo frustrato il loro affarismo illegale basato sulle uccisioni delle balene nel Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questione di giustizia, si tratta di vendetta. Si tratta di un piccolo gruppo di appassionati volontari che si oppongono ad una superpotenza economica e ad un operazione multi-milionaria di caccia illegale alle balene in un santuario dei cetacei. Si tratta di dire la verit\u00e0 in faccia al potere economico e politico.<\/p>\n<p>Il Costa Rica e la Germania sono state semplicemente pedine nella ricerca giapponese di mettere a tacere Sea Shepherd, nel tentativo di fermare la nostra annuale opposizione alle loro attivit\u00e0 di illegali di caccia.<\/p>\n<p>So che i bracconieri assassini di balene del Giappone continueranno a sfruttare tutte le possibilit\u00e0 per trovare il modo di fermarmi. Li ho, comunque, elusi ancora una volta e continuer\u00f2 a cercare di tenermi un passo avanti a loro, non importa quali siano i rischi e i costi che dovr\u00f2 affrontare.<\/p>\n<p>Sono in grado di servire meglio i miei clienti in mare che nella cella di una prigione giapponese e ho intenzione di fare proprio questo. A Dicembre, le nostre navi salperanno ancora per la nona campagna in opposizione alle baleniere fuorilegge giapponesi nel Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud. La Campagna si chiamer\u00e0 Operazione Zero Tolerance e noi rischieremo le nostre navi e le nostre stesse vite ancora una volta, nel necessario sforzo di fermare questi banditi pelagici dal loro spietato massacro dei giganti gentili dei mari.<\/p>\n<p>Grazie per il vostro continuo supporto,<\/p>\n<p><strong>Capitano Paul Watson<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Continuate a seguire i prossimi sviluppi<br \/>\n<em><br \/>\nContesto: Il Capitano Watson \u00e8 stato detenuto in Germania per 70 giorni, nonostante le migliaia di lettere di sostegno inviate al Ministero della Giustizia tedesco da parte della gente comune, delle celebrit\u00e0, dei politici e di altri luminari che hanno chiesto la sua liberazione. E&#8217; stato arrestato a Francoforte il 13 Maggio, sulla base di un mandato di cattura emesso dal Costa Rica risalente a 10 prima, mentre era in viaggio verso Cannes, in Francia. E&#8217; stato trattenuto in Germania con riserva di estradizione in Costa Rica per una presunta &#8220;violazione del traffico marittimo&#8221;, che si sarebbe verificata durante le riprese, nel 2002, del pluripremiato documentario &#8220;Sharkwater.&#8221; Lo specifico incidente ha avuto luogo in alto mare nelle acque del Guatemala, quando Sea Shepherd scopr\u00ec un&#8217;operazione illegale di asportazione di pinne di squalo condotta dalla nave costaricana Varadero. Su ordine delle autorit\u00e0 guatemalteche, Sea Shepherd intim\u00f2 all&#8217;equipaggio della Varadero di cessare le attivit\u00e0 di shark-finning e ritornare in porto per renderne conto. Mentre stava scortando la Varadero in porto, le carte in tavola cambiarono e una nave armata guatemalteca venne inviata ad intercettare l&#8217;equipaggio di Sea Shepherd. Per evitare la nave armata del Guatemala, Sea Shepherd si diresse allora verso il Costa Rica, dove l&#8217;equipaggio scopr\u00ec ancora altre attivit\u00e0 illegali di shark-finning sotto forma di pinne di squalo essiccate a migliaia sui tetti di edifici industriali.<\/em><\/p>\n<p>Traduzione a cura di Cristina Giusti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il capitano Paul Watson, dal suo rifugio segreto in cui si trova da qualche giorno, ha mandato ai suoi sostenitori il messaggio riportato sotto, che riprendiamo dal sito di Sea Shephered Italia. Watson accusa esplicitamente i governi di Germania e Giappone per avere tentato di arrestarlo. 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