{"id":11207,"date":"2019-11-28T21:18:27","date_gmt":"2019-11-28T20:18:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/?p=11207"},"modified":"2019-11-28T21:18:27","modified_gmt":"2019-11-28T20:18:27","slug":"22-11-19-pizza-di-scarola","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/2019\/22-11-19-pizza-di-scarola\/","title":{"rendered":"22\/11\/19 &#8211; Pizza di scarola"},"content":{"rendered":"<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]-->\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-11207-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pizza-di-Scarole.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pizza-di-Scarole.mp3\">http:\/\/www.restiamoanimali.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pizza-di-Scarole.mp3<\/a><\/audio>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Sembra complicato, ma in realt\u00e0 il collegamento \u00e8 molto semplice, seguitemi con attenzione:\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">l\u2019argomento da cui prende spunto la ricetta di oggi sono le tartarughe.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Bene, a chi \u00e8 cresciuto negli anni 80, se dici tartarughe ti risponde Ninja!\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Di cosa vanno ghiotte le 4 simpatiche tartarughe mutanti? Pizza!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Ed ecco qua la ricetta per la <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Pizza di Scarole<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Ingredienti per una teglia da 28 cm:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">500 gr di farina tipo 0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">250 ml di acqua<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">\u00bd cucchiaino di zucchero di canna<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">15 gr di lievito di birra<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">1\/2 cucchiaio di sale<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">50 gr di uvetta<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">50 gr di pinoli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">2 cespi di scarole<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">100 gr di olive nere di Gaeta <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">50 gr di olive verdi denocciolate<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">30 gr di capperi sotto sale<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">1 spicchio di aglio<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">3 cucchiai di olio extravergine di oliva<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Sale e pepe<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Fate <strong>sciogliere il lievito di birra<\/strong> in 150 gr di acqua tiepida con un mezzo cucchiaino di zucchero. Dopo averlo fatto riposare per qualche minuto impastate con 300 gr della farina. Lavorate bene e fate riposare per 30 minuti in un luogo asciutto, coprendo con un canovaccio. A questo punto impastate con la restante farina, un cucchiaio di olio, l\u2019acqua tiepida e il sale. Se l\u2019impasto dovesse risultare troppo asciutto, aggiungere altra acqua, un cucchiaio alla volta. Impastate bene e<strong> lasciate riposare in un luogo asciutto<\/strong>, coprendo con un canovaccio. A parte mettete a bagno l\u2019uvetta e lavate i capperi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Nel frattempo pulite le scarole,<strong> togliendo le foglie esterne<\/strong> e in caso fosse troppo dura anche la base. Dopo averle ben lavate, senza farle scolare fate ammorbidire le foglie in una padella con il coperchio, per qualche minuto a fuoco medio e poi scolate dal liquido. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Sempre in una padella fate rosolare l\u2019aglio con due cucchiai di olio, aggiungete le olive, i capperi, l\u2019uvetta e i pinoli. Fate rosolare qualche minuto e unite le scarole. Coprite e lasciate cuocere ancora 10 minuti. Quando la pasta avr\u00e0 raddoppiato il suo volume iniziale (dopo circa 2 ore) formate due palline. Stendete formando due dischi. Con uno foderate una teglia, con i bordi abbastanza alti, che avrete spennellato con poco olio evo. Farcite con le scarole stufate. <strong>Bagnate i bordi e sovrapponete l\u2019altro disco di pasta<\/strong>. Premete sui bordi per sigillare la pizza. Se lo gradite potete premere con una forchetta in modo da sigillare con pi\u00f9 forza e creare un motivo di decorazione. Lasciate nuovamente riposare per altri 45\/60 minuti. Portate il forno a 180\u00b0, spennellate la superficie della pizza con olio extravergine di oliva e fate cuocere per 30 minuti circa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Fate raffreddare prima di servire.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembra complicato, ma in realt\u00e0 il collegamento \u00e8 molto semplice, seguitemi con attenzione:\u00a0l\u2019argomento da cui prende spunto la ricetta di oggi sono le tartarughe.\u00a0Bene, a chi \u00e8 cresciuto negli anni 80, se dici tartarughe ti risponde Ninja!\u00a0Di cosa vanno ghiotte le 4 simpatiche tartarughe mutanti? Pizza! 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